Farsi carico degli ultimi: sostegno ai disabili della Striscia di Gaza | ATS pro Terra Sancta
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Ottobre 2010

Farsi carico degli ultimi: sostegno ai disabili della Striscia di Gaza

In Palestina in generale ed a Gaza in particolare non viene offerto nessun tipo di aiuto alle famiglie con figli disabili e per accogliere i disabili abbandonati e spesso maltrattati.

Nella mentalità tradizionale predominante la disabilità è vissuta come un segno del castigo divino. Per questo la presenza di un disabile in famiglia è una disgrazia per tutti i componenti di essa: le sorelle, ad esempio, faranno fatica a sposarsi e questo, in una cultura tradizionale, significa essere emarginati. Per cui la famiglia tende a nascondere l’handicap in famiglia; molti scelgono zone isolate in cui andare a vivere. Quindi in genere i disabili vivono chiusi all’interno della famiglia senza nessuna possibilità di integrazione.

Questo quadro è valido soprattutto per i portatori di handicap di tipo fisico. Esso è predominante soprattutto nel sud dei Territori Palestinesi e nella Striscia di Gaza, dove è più forte il radicamento della mentalità tradizionale, ma anche la mancanza di strutture di intervento. Un grosso lavoro a questo proposito è stato fatto dalle tante ONG palestinesi e internazionali che hanno lavorato a livello comunitario, per favorire il più possibile il cambiamento di mentalità e l’integrazione nelle regioni del nord e del centro del Paese. Ma tanto occorre ancora fare per sostenere le strutture di accoglienza e per formare e sensibilizzare adeguatamene sul tema del rispetto e tutela dei disabili.

Il progetto ATS Pro Terra Sancta: Emergenza Gaza- farsi carico degli ultimi in Terra Santa

L’obiettivo generale del progetto “Emergenza Gaza” è, pertanto, quello di sostenere le case di accoglienza recentemente organizzate dalla comunità cristiana di Gaza e di formare e sensibilizzare adeguatamente sul tema del rispetto e della tutela dei disabili.

Il progetto prevede il raggiungimento dei seguenti obiettivi specifici:

  1. Portare a compimento un programma di aiuti per fornire le attrezzature necessarie ed adeguare in minima parte le infrastrutture della casa di accoglienza per bambini disabili (da 0 a 11 anni) gestita dalla Suore Missionarie della Carità in collaborazione con il Parroco e della nuova casa di accoglienza per ragazzi disabili adolescenti gestita dai Padri della Comunità del Verbo Incarnato.
  2. Un programma di formazione sul tema della disabilità da svolgersi soprattutto con le scuole, in collaborazione con alcune Università palestinesi ed Università italiane specializzate nella pedagogia speciale. In quattro momenti distinti di lavoro verranno affrontate le seguenti tematiche: prevenzione della balbuzie, psicomotricità, autismo e difficoltà di apprendimento.
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