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Aprile 2013

EMERGENZA SIRIA

L’escalation drammatica degli eventi in Siria non conosce tregua. Dai frati francescani della Custodia di Terra Santa rimasti a prendersi cura della popolazione arrivano ogni giorno notizie più gravi. “Ieri notte sono cadute altre bombe di mortaio sul convento che hanno causato molti danni – raccontano i religiosi di Knayeh (un villaggio al confine col Libano) – non ci sono più vetri alle finestre, i tetti sono tutti danneggiati, l’acqua penetra ovunque, si vive nel terrore delle bombe che continuano a cadere”.

Gli attacchi sempre più frequenti e senza alcun criterio stanno mettendo in ginocchio anche le zone più periferiche del paese. La gravità della situazione trova riscontro nelle parole del Custode di Terra Santa, intervistato dal Franciscan Media Center: “Nei villaggi cristiani dell’Oronte – ha detto padre Pizzaballa – ormai è rimasto poco, dal villaggio di Ghassanieh di 4mila abitanti il parroco mi raccontava che ormai non c’è più nessuno, sono rimasti solo una decina di persone e le case vuote sono state occupate dalle famiglie dei ribelli che avanzano insieme a loro”. Da Gerusalemme il Custode segue periodicamente e con apprensione l’evolversi degli eventi nei racconti dei confratelli siriani: “Il quadro che emerge è desolante: tutti sparano contro tutti,  non si salva più nessuno, è difficile dire se prendano di mira le chiese o no… quello che sappiamo è che sparano, e queste bombe cadono un po’ dappertutto”.

Nelle città colpite dalla guerra civile rimangono ancora alcuni che non si stancano di aiutare i più poveri, i pochi che non sono riusciti a scappare: “All’interno quelli che possono fare qualcosa lo fanno, con aiuti diversi e specialmente con materie prime. I gesuiti per esempio hanno una mensa straordinaria che fa mangiare migliaia di famiglie ogni giorno, e i frati vengono incontro alle famiglie che hanno dovuto dislocarsi nel paese. Tutti fanno quello che è possibile”. Ma è ogni giorno più difficile. E davanti a questo quadro di paura e confusione il Custode di Terra Santa non si stanca di chiedere l’attenzione del mondo per questo popolo sofferente: “Chiedo a chi può, oltre a pregare, di mandare aiuti. Non materie prime – è inutile perché non possono entrare – ma il denaro necessario per comprare (purtroppo anche al mercato nero), ciò che serve per vivere a tantissime famiglie, soprattutto le più povere”.

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Video realizzato dal Franciscan Media Center

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