FESTA DELLA DONNA

Scopri la storia delle donne di Aleppo

Ayda

Aida è una mamma di Aleppo Est, ha 35 anni e due bambini che accudisce da sola in una città distrutta dalla guerra. Uno di loro, Zain, di 8 anni, frequenta la seconda elementare ma non è registrato all’anagrafe perché è nato dopo che Aida è riuscita ad ottenere il divorzio dal marito violento. Per riuscire a pagare l’affitto della stanzetta senza finestre e con i muri umidi a causa delle perdite del tetto che chiamano casa, la mamma e i suoi due bambini lavorano in un laboratorio di sartoria. 

Grazie al progetto Un nome e un futuro, siamo riusciti a far registrare Zaid all’anagrafe ed ora Aida frequenta le nostre classi di alfabetizzazione serali per poter finire gli studi, migliorare la sua posizione lavorativa ed offrire condizioni di vita dignitose ai suoi figli.  

Oggi con Aida possiamo festeggiare, ma sono ancora tantissime le mamme di Aleppo che hanno bisogno di aiuto. 

Noi vogliamo ridare loro un futuro offrendo loro un’educazione e un lavoro. Aiutaci anche tu !

Scopri le altre storie:
LE DONNE DI ALEPPO

Muna

Muna ha solo 17 anni ma è già sposata ed ha un bambino di un anno. Abbiamo conosciuto Muna quando ancora frequentava il secondo anno delle scuole superiori e, dopo averla aiutata a migliorare il suo inglese, si era dimostrata una studentessa eccellente e piena di passione. Il padre però le ha imposto un matrimonio e Doaa si è ritrovata rinchiusa in casa. Nonostante le minacce e gli abusi da parte della sua famiglia, Muna non si è mai arresa e, dopo continue preghiere al marito, è riuscita a ottenere il permesso di tornare a inseguire i suoi sogni: studiare per superare il test d’ingresso all’Università il prossimo anno e continuare così ad arricchire le sue conoscenze e creare un futuro migliore per sé stessa e il suo bambino.

LE MAMME DI ALEPPO

Miryam

 Miryam Avevo perso speranza nel futuro e non avevo più voglia di fare nulla, ma poi ho scoperto che da un Paese lontano c’era qualcuno che teneva a me e che mi ha sostenuto, allora ho ricominciato a vivere”. Miriam, 20 anni, è una giovane madre di Aleppo. Durante la guerra ha perso il padre e la madre da cui ha ereditato un piccolo negozio di sartoria che non aveva il coraggio di portare avanti. Del marito invece, non si hanno più notizie. Oggi, grazie agli aiuti ricevuti ha deciso di riaprire. A causa della grave crisi, le vendite vanno male, ma la speranza di Miriam non crolla e ogni giorno tiene il negozio aperto fino a mezzanotte. “Io il negozio non lo chiudo – dice – anche se le vendite vanno male, io tengo aperto fino a tardi perché non voglio più perdere la speranza. E voglio che anche chi passa qui davanti sappia che la speranza è ancora viva ad Aleppo”

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