Con occhi e cuore spalancati. Federica racconta la sua esperienza di volontariato a Betlemme

Sessantadue: è il numero di giorni che Federica, 21 anni, della provincia di Varese, ha trascorso a Betlemme tra giugno e agosto per dedicarsi al volontariato. Due mesi trascorsi in un baleno, densi di attività, scoperte, incontri, persone, esperienze … che non sa da che parte cominciare a raccontare.

Qualche mese fa sono stata in Terra Santa per un pellegrinaggio: è stato un momento di svolta; ho aperto gli occhi e il cuore alla vita e questo è lo stile che voglio adottare. Sono rimasta affascinata dal poco che ho visto e mi sono detta che scoprire questi luoghi più in profondità sarebbe stato bellissimo. Volevo conoscere questo popolo, la loro cultura e la loro quotidianità. Ho colto un momento propizio nella mia vita e sono tornata.”

Attraverso il volontariato Federica voleva conoscere le “pietre vive” della Terra Santa, le persone che vivono questi luoghi e che custodiscono la memoria e l’identità cristiana in questa terra.

Ha trascorso tutte le mattine con i bambini in diverse attività quali il campo estivo dell’Azione Cattolica, l’Hogar Niños Dios (una casa di accoglienza per bambini disabili) e soprattutto all’asilo di sr. Marlaine, uno spazio che accoglie circa cinquanta bambini da pochi mesi ai quattro anni. Grazie all’aiuto e all’amicizia con Reem, la maestra dell’asilo, Federica ha potuto partecipare attivamente ai giochi, proponendo attività, insegnando canzoncine e filastrocche. “È dura sapere che tanti di questi bambini cresceranno lontano dalla loro terra perché i genitori cercheranno fortuna all’estero. E’ una perdita grande per la comunità di Betlemme.” È Reem, la maestra, che aprendo la porta di casa a Federica, le ha raccontato la propria storia di fatica e alcune storie dei bimbi dell’asilo.

Queste persone e le loro storie mi hanno completamente rapita e, se all’inizio soffrivo per loro, alla fine soffrivo con loro. Ora che torno a casa voglio raccontare a tutti di questa Terra, delle persone e degli amici che ho incontrato, delle loro storie! Perché alla fine di tutto, dice Federica, rimangono i volti.