Ottobre 2014

Conservare e trasmettere una Storia fatta di dialogo: successo per la mostra sui manoscritti alla Biblioteca di San Salvatore

[da Custodia.org] Giovedì 23 ottobre è stata esposta la mostra MFH Manuscripta Franciscana Hierosolymitana presso la Biblioteca Custodiale del Convento di San Salvatore a Gerusalemme. In programma: Benedizione della nuova vetrata, visita guidata dei 35 manoscritti esposti e, nel pomeriggio, una conferenza.

Nella mattinata, davanti ad un pubblico attento, l’ex Direttore della Biblioteca, Fra Marcello Badalamenti e l’attuale Direttore, Fra Lionel Goh, hanno spiegato il progetto. L’esposizione, che rientra nel progetto “Libri Ponti di Pace” promosso da Associazione pro Terra Sancta, conclude due anni di lavoro che hanno permesso d’inventariare i 550 manoscritti della Biblioteca e creare un catalogo on-line. Nell’occasione è stata presentata e benedetta la vetrata del Beato Gabriele Allegra ofm, traduttore della prima Bibbia in cinese. L’opera, progettata e dipinta da Roberto Alabiso, è stata realizzata e installata nella Biblioteca da Calogero Zuppardo e Piero Accardi.

Il Padre Custode, Pierbattista Pizzaballa, ha salutato gli attori del progetto, tra i quali i rappresentanti del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (CRELEB), dell’Università Cattolica di Milano, di Associazione pro Terra Sancta, tutti gli studenti e i volontari. Il loro lavoro, ha consentito di mettere a disposizione dei ricercatori di tutto il mondo, gli importanti documenti che testimoniano la storia della Terra Santa. «Il loro entusiasmo trascinante e il loro aiuto sono stati preziosi in tempi così difficili per questa regione», ha sottolineato. «Dall’esposizione dei manoscritti emerge un aspetto importante e significativo della storia della Terra Santa: l’intreccio di culture e fedi. Testi arabi scritti con caratteri ebraici, un’enciclica tradotta in turco e scritta con l’alfabeto armeno… In un contesto, storico e politico come il nostro, in cui dei fanatici cercano di distruggere ogni coesistenza, è importante mostrare che la storia ci ha consegnato un’eredità diversa, non solo da conservare, ma da trasmettere con caparbietà e cioè che qui, in Medio Oriente, le culture e le diverse fedi hanno veicolato e costruito relazioni, si sono sempre “contaminate” le une con le altre. Questi libri ne sono la prova formale ed è essenziale continuare a far conoscere questa storia con il vostro e nostro lavoro».

Marcello Mozzato, che ha lavorato molti mesi per l’inventario dei manoscritti, ha fatto una visita guidata dei 35 manoscritti, spiegando le loro specificità e il loro valore e soffermandosi sul suo manoscritto preferito. «È in latino e contiene lettere di San Cipriano di Cartagine, trattati di Sant’Agostino e testi apocrifi. È stato conservato bene e non ha avuto bisogno di restauro».

L’esposizione ha raggiunto gli scopi prefissati: numerose persone sono passate durante la giornata, in particolare professori delle diverse Università israeliane e palestinesi, come Ben Gurion e Al Quds. «È proprio ciò che volevamo: mettere a disposizione i nostri manoscritti a ricercatori, provenienti da varie realtà », afferma entusiasta Fra Lionel Goh. «Da quando il catalogo è on-line, cioè da ques’estate, siamo stati contattati da ricercatori americani, svedesi, inglesi, polacchi… In questo piccolo ambito della ricerca, cominciamo a essere riconosciuti a livello internazionale. Si va avanti!». L’esposizione non è stata riservata unicamente ai ricercatori universitari: francescani, studenti, passanti e anche numerose scolaresche del Liceo Francese hanno potuto ammirare i manoscritti.

La giornata si è conclusa con la Conferenza del professor Michele Campopiano, dell’Università di York. «Nel Medio Evo, i francescani guidavano i pellegrini in Terra Santa, studiando mappe e testi che parlavano dei Luoghi Santi. Oggi, si è un po’ dimenticato il ruolo centrale avuto dai frati nell’immaginario che gli Europei avevano della Terra Santa e della vita e della passione di Gesù. È il tema del mio lavoro, grazie allo studio dei manoscritti francescani del Convento di Gerusalemme tra il XIV e il XVI secolo». Nella sua introduzione, Fra Lionel Goh ha ricordato l’importanza di tali ricerche: «Studiate il passato, poiché contiene il presente. Questa citazione cinese applicata al Medio Oriente ci parla di un’epoca in cui la collaborazione era incentivata. I documenti di medicina, di politica, di economia o di cultura degli archivi francescani ne sono la prova».

Aiutare le persone, di diverse nazionalità e differenti orientamenti, a studiare il passato insieme, creare oggi opportunità d’incontri e permettere così, in futuro, di realizzarsi nello scambio e nella collaborazione… Questa giornata d’esposizione alla Biblioteca è stata una bella tappa di questa grande missione!

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