Settembre 2016

“Ecco cosa mi ha dato il Middle East Community Program”. I partecipanti raccontano

“Non mi era mai capitato di incontrare così tante persone che mi colpissero così profondamente, in così poco tempo”. A parlare è Maria, alla chiusura della II edizione del MECP (Middle East Community Program), programma di conoscenza e approfondimento del Medio Oriente in Israele e Palestina, promosso e organizzato da Associazione pro Terra Sancta, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Tre settimane intense – dal 22 agosto al 9 settembre – di lezioni e visite, ma soprattutto tre settimane, ricche di incontri particolari, come dice Maria, con le persone che ogni giorno vivono questa realtà così complessa: “Gli incontri hanno provocato, a mio avviso, la nostra umanità a livelli anche ben più profondi ed ampi del contesto israelo/palestinese di per se stesso”.

E sono d’accordo anche gli altri nove partecipanti, studenti e non, provenienti da varie realtà accademiche d’Italia. “La qualità [del programma ndr.] è stata molto alta – racconta un’altra ragazza – e non solo dal punto di vista tecnico storico – politico. È stato bello avere di fronte sempre persone interessanti e vive, che hanno a che fare tutti i giorni sulla propria pelle con questa situazione. Particolarmente acute le personalità ‘fuori dagli schemi’, come David Nehaus, Suor Donatella del Caritas Baby Hospital, il professore dell’Università di Betlemme, la direttrice del museo della sinagoga Italiana, il carabiniere ad Hebron…”

Con base a Betlemme, i ragazzi hanno conosciuto tante realtà locali, centri di studi, associazioni e opere caritative e culturali presenti sul territorio. Da Gerusalemme a Hebron, da Nablus a Gerico, da Betania Sabastiya, fino a spingersi nel nord del paese, sul Lago di Tiberiade, sulle coste del Mediterraneo, alla scoperta di Acco, e sulle alture del Golan, ai confini con Siria e Libano (Leggi il programma completo).

Consiglierei questo tipo di esperienza a tutti i giovani come me”, dice un altro “in modo che possano vedere con i loro occhi e toccare con le loro mani una realtà che all’estero viene celata, dimenticata, o semplicemente ignorata”.

Realtà diversa da quella che i media presentano e dai libri su cui molti dei partecipanti hanno studiato, anche in preparazione di questo viaggio: “Come sempre, più che stando sui libri, le cose si imparano confrontandosi con la realtà e con i suoi protagonisti, cosa che sicuramente questo programma ci ha permesso di fare”. E se qualcuno pensava di essere riuscito a ‘farsi un’idea’, le tre settimane di MECP hanno portato “Tantissime nuove domande! Tantissime!”

Anche quest’anno il successo del programma è stato garantito dalla collaborazione di professori e dalla professionalità dei collaboratori di Associazione pro Terra Sancta, ma soprattutto dalle persone che si sono rese disponibili a raccontarsi e costruire con le loro realtà “un mosaico di volti indimenticabili”, come conclude Maria “che non posso non portarmi nel cuore e che mi hanno resa diversa”.

Scopri di più su questa iniziativa!

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