Ottobre 2017
monte ulivi

Viaggi virtuali: i santuari sul Monte degli Ulivi

A est della città vecchia di Gerusalemme, si ergono le tre cime di un monte sacro fin dall’antichità, il Monte degli Ulivi. Non è molto distante. Come spiegano gli Atti degli Apostoli, infatti, dista dalla città “quanto il cammino permesso nel giorno di sabato” (At 1,12), cioè 900 metri. Il nome deriva dal fatto che anticamente le pendici del monte erano coperte da ulivi. Oggi ne rimangono solo in alcune aree. Ancora oggi l’area è di grande importanza per ebrei e cristiani soprattutto, ma anche per i musulmani, perché legata alla storia della salvezza.

Il monte e la valle sacri per gli ebrei

È sacro per gli ebrei, che lo considerano il monte della salvezza, come si legge nell’Antico Testamento: “Ecco, viene un giorno per il Signore (…), quel giorno i suoi piedi si poseranno sopra il Monte degli Ulivi che sta di fronte a Gerusalemme verso oriente”. Secondo le Scritture il Signore scenderà alla Città Santa e vi entrerà attraverso una porta che tutt’oggi rimane chiusa, detta Porta d’Oro.

Inoltre, l’Antico Testamento parla della valle che divide il Monte degli Ulivi dalla Città Santa, detta la Valle di Giòsafat che significa “Il Signore ha giudicato”. Qui avverrà il giudizio finale e la resurrezione del corpo. Spiega infatti il Libro di Gioele: “Si affrettino e salgano le genti, alla valle di Giòsafat, poiché lì siederò per giudicare tutte le genti all’intorno”. Per questo motivo, le pendici del monte degli Ulivi verso la valle, sono tappezzate di tombe ebraiche. Dunque oltre al monte, per gli ebrei è sacra anche la valle.

Il monte e la valle sacri per i cristiani

Il Monte degli Ulivi e la Valle di Giòsafat sono sacri anche per i cristiani che si riallacciano alla stessa tradizione. Allo stesso modo, sin dal primo secolo d. C. sulle sue pendici si trovano anche alcuni cimiteri cristiani.

Per questi ultimi però, il monte acquista ancora più importanza perché la Salvezza è già passata da qui. Qui, secondo la tradizione, Gesù insegnò ai discepoli la preghiera del “Padre Nostro” e pare che ci fosse un luogo in particolare dove amasse fermarsi con loro.

Da qui guardò Gerusalemme e pianse sul suo destino. Da qui, scese verso la città sul dorso di un asino, accolto dalla folla festante, per consumare l’ultima cena e per poi ritirarsi, di nuovo, alle pendici del monte, nell’orto del Getsemani a pregare. Da qui, infine Gesù ascese al cielo.

Tutti questi eventi narrati nei vangeli, sono ricordati da vari santuari. Tra di essi ve ne sono tre di proprietà dei francescani della Custodia di Terra Santa.dominus flevit

I santuari francescani

A mezza costa del monte, troviamo il Dominus Flevit, cioè: “Il Signore pianse”. Da questo luogo la vista di Gerusalemme è bellissima. Non è difficile immedesimarsi nell’episodio evangelico in cui Gesù piange sul destino della città che non l’ha riconosciuto e anzi lo ha condannato: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”. (Lc 19,41-44).

Basilica delle Nazioni

C’è poi la Basilica delle Nazioni e l’orto degli ulivi del Getsemani, dove Gesù passò la notte in agonia prima della sua condanna, morte e risurrezione. Poco lontano si trova la grotta del tradimento di Giuda. Secondo la tradizione la grotta questo era un luogo dove i discepoli erano soliti ritrovarsi con il Signore. Per questo motivo Giuda sapeva esattamente dove ritrovarli per consegnare Gesù alle guardie del Sommo Sacerdote.

Entrambi sono santuari della Custodia di Terra Santa, e sono di grandissima importanza per la nostra fede. I francescani li custodiscono e li tengono in vita per i pellegrini. Inoltre, questi sono anche luoghi di grande importanza storica. Al Dominus Flevit per esempio, gli scavi archeologici hanno rinvenuto molti ossuari di epoca paleocristiana e precedenti.

 

Il supporto dell’Associazione pro Terra Sancta


Negli anni recenti Associazione pro Terra Sancta, ha sostenuto varie attività legate a questi santuari: la preservazione dei mosaici al Dominus Flevit e alla Basilica delle Nazioni in collaborazione con la Ong palestinese Mosaic Centre Jericho, e la sensibilizzazione della popolazione locale sull’importanza del patrimonio religioso, storico e culturale di questi luoghi.

Inoltre, Questo progetto è assolutamente unico perché vuole valorizzare luoghi importantissimi per tutta la cristianità attraverso il coinvolgimento della popolazione locale sia cristiana che musulmana.

È fondamentale non lasciare i frati soli in questo servizio alla cristianità e al mondo.

 

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