Il Papa in Libano: una visita all’insegna dell’incoraggiamento e dell’invito all’unità

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servicesBenedetto XVI è giunto ieri, 14 settembre, nel Paese dei Cedri (vedi Terrasanta.net). Intento della visita, oltre al rafforzamento dei rapporti tra la Santa Sede e il Libano, è la consegna dell’esortazione apostolica post-sinodale, rivolta in particolare ai cristiani del Medio Oriente, e che «si propone di essere una tabella di marcia per gli anni a venire».

Nel discorso pronunciato ad Arissa, durante la visita alla Basilica di St. Paul, prima di procedere alla firma dell’Esortazione apostolica post-sinodale, il Santo Padre ha affermato:

“Considerando la situazione attuale delle Chiese nel Medio Oriente, i Padri sinodali hanno potuto riflettere sulle gioie e le pene, i timori e le speranze dei discepoli di Cristo che vivono in questi luoghi. Tutta la Chiesa ha potuto così ascoltare il grido ansioso e percepire lo sguardo disperato di tanti uomini e donne che si trovano in situazioni umane e materiali ardue, che vivono forti tensioni nella paura e nell’inquietudine, e che vogliono seguire Cristo – Colui che dà senso alla loro esistenza – ma che ne sono spesso impediti. Per questo ho desiderato che la Prima Lettera di San Pietro sia la trama del documento. Nello stesso tempo, la Chiesa ha potuto ammirare quanto vi è di bello e di nobile in queste Chiese su queste terre. Come non rendere grazie a Dio in ogni momento per tutti voi (cfr 1 Ts 1,2; Prima Parte dell’Esortazione post-sinodale), cari cristiani del Medio Oriente! Come non lodarlo per il vostro coraggio nella fede? Come non ringraziarlo per la fiamma del suo amore infinito che voi continuate a mantenere viva e ardente in questi luoghi che sono stati i primi ad accogliere il suo Figlio incarnato? Come non cantargli la nostra riconoscenza per gli slanci di comunione ecclesiale e fraterna, per la solidarietà umana manifestata senza sosta verso tutti i figli di Dio?”

Parole di forte incoraggiamento dunque per i cristiani del Libano e della Terra Santa in senso più allargato. Quella stessa Terra in cui i francescani della Custodia di Terra Santa continuano a prodigarsi per mantenere “viva e ardente” la fiamma dell’amore di Dio nei Luoghi in cui Egli si è incarnato.