Settembre 2014

Associazione pro Terra Sancta in visita al comune di Bronzolo, per il progetto del Dominus Flevit

Da oggi c’è un motivo in più che lega la Terra Santa con l’Italia, e in particolare con Bronzolo, piccolo comune in provincia di Bolzano.  Parte ufficialmente, infatti, con un incontro di due giorni a Bronzolo, un nuovo intervento di restauro per i mosaici del Dominus Flevit, sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme.

Dopo il progetto di conservazione e di formazione realizzato presso la Basilica del Getsemani grazie al comune di Rovereto, questo nuovo progetto, che si costituisce in continuità con il precedente, sarà finanziato dal Comune di Bronzolo grazie allo stesso programma del Consolato Italiano a Gerusalemme, PMSP – programma di supporto alle municipalità palestinesi –, e al coordinamento di Associazione pro Terra Sancta e del Mosaic Centre Jericho.

Il 24 settembre, alla presenza dei sindaci di Rovereto e di Bronzolo, insieme ad altre autorità locali, ai rappresentanti di Associazione pro Terra Sancta e Mosaic Centre Jericho, e ai rappresentanti del programma PMSP, si è svolto un incontro per presentare l’inizio di questo progetto, suggellato anche dal gemellaggio tra la cappella del Dominus Flevit e la cappella S. Antonio (Cesiola) di Bronzolo.

Durante questo progetto, verranno restaurati gli splendidi mosaici di epoca bizantina presenti all’interno e all’esterno della cappella del Dominus Flevit, sul Monte degli Ulivi. A portare avanti il restauro saranno gli stessi ragazzi locali formati durante il progetto del Getsemani, sempre seguiti dai loro formatori e mosaicisti esperti del Mosaic Centre di Gerico.

Dopo l’incontro di presentazione, il 24 settembre, il vicario del Vescovo ha poi celebrato a Rovereto una messa solenne in memoria di Padre Pietro Kaswalder, amico archeologo e francescano, che tanto si era prodigato in vita per rinsaldare questa amicizia tra la Terra Santa e la provincia di Trento, di cui era originario.

Per saperne di più sul progetto “Monte degli Ulivi, conservazione per uno sviluppo sostenibile” all’interno del quale si inserirà l’intervento del Dominus Flevit, clicca qui. 

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