Marzo 2018

Siria: Mons. Abou Khazen sulla situazione a Damasco

Tutti i media ne parlano da giorni: a Damasco, capitale della Siria, e nell’area limitrofa di Al-Ghouta, la lotta tra esercito governativo e i ribelli di Al-Nusra si è fatta terribilmente sanguinosa, come mai era successo in queste zone in quasi sette anni di conflitto. A pagarne le conseguenze sono soprattutto i civili, tra cui molte donne e bambini. Mons. Abou Khazen vescovo dei latini di Aleppo, in visita in Italia in questi giorni, racconta della situazione della città chiarendo alcuni punti che non emergono nella confusione dei media.

Monsignor Abou Khazen può raccontarci qualcosa di ciò che sta accadendo a Damasco in questi giorni?

Le notizie sono veramente drammatiche. Da più di due mesi i quartieri residenziali di Damasco, città capitale della Siria, vengono bombardati ogni giorno causando numerosi morti e feriti. Sono morti molti giovani, perché i bombardamenti avvenivano soprattutto negli orari di uscita dalle scuole.

Il governo quindi ha il diritto e il dovere di difendere i suoi cittadini, per questo da qualche giorno ha cominciato a contrattaccare questi gruppi jihadisti che si trovano nell’area chiamata Al-Ghouta. Inizialmente si era cercato di arrivare ad una riconciliazione, un tentativo di accordo per fare uscire gli uomini armati e i civili. Però ISIS, Al-Nusra e altri affiliati, hanno sempre rifiutato e quindi adesso è in corso l’operazione militare [di controffensiva n.d.r]. Naturalmente in un contesto dove ci sono molti civili ci sono sempre vittime tra ragazzi, uomini e donne, perché sempre i civili ne pagano sempre le conseguenze.

 

Che cosa possiamo fare noi da qui?

Ripeto nuovamente, come ho sempre fatto, che tocca forse all’Occidente non armare più questi gruppi, non aiutarli, ma spingere tutte le parti a mettersi insieme e dialogare. Allora si arriverà ad un accordo, anche se è difficile.

La situazione è tragica, ma è anche possibile donare un aiuto concreto alle vittime di questi giorni tramite il sostegno ad Associazione pro Terra Sancta. L’associazione, insieme ai francescani della Custodia, segue varie attività di aiuto alla popolazione locale, donando rifugio, cibo e medicine alle vittime della guerra, e collaborando con vari ospedali per fornire cure soprattutto a donne, bambini e anziani: coloro insomma che soffrono di più in questi giorni nel bagno di sangue che si sta consumando a Damasco.

Aiutiamoli!

condividi facebook twitter google pinterest stampa invia
Notizie correlate:

Insieme per ridare un nome e un futuro alla Siria. Intervista a Mons. Abou Khazen (Novembre 2018)

Racconto di un viaggio in Siria. Ultima tappa: Aleppo tra polvere e macerie, ma tanta voglia di ricominciare (Ottobre 2018)

UN NOME E UN FUTURO (Aprile 2018)

“40 colpi di mortaio in un solo giorno. Centinaia di feriti”: Ayham, di ATS pro Terra Sancta racconta la tragedia di Damasco (Febbraio 2018)

Aleppo: ricuciamo le ferite dei piccoli siriani (Febbraio 2018)

Ricordando il Natale: Il dono dei francescani ai bambini di Aleppo (Gennaio 2018)

Fede, speranza e carità ad Aleppo. Ultima tappa del nostro viaggio in Siria (Novembre 2017)

Oasi di carità a Damasco. Prima tappa del nostro viaggio in Siria (Ottobre 2017)

Una casa per Aleppo (Ottobre 2017)

Aggiornamenti dalla Siria: “Torniamo a casa, ma non è ancora finita!” (Luglio 2017)

GREST 2017: con la parrocchia, ancora vicini alla Siria (Giugno 2017)

Testimonianze dalla Siria: Suor Iole, la missionaria di speranza a Damasco (Maggio 2017)

Aleppo si rialza (Febbraio 2017)

Colpita la chiesa francescana di Damasco. Associazione pro Terra Sancta a fianco della Custodia di Terra Santa (Novembre 2016)

Con i nostri occhi il dramma di Aleppo (Ottobre 2016)

“La carità è il primo comandamento”: la testimonianza dei Centri Estivi di Aleppo (Luglio 2016)

Dal Vangelo secondo Damasco: “la battaglia che non conosce tregua” (Marzo 2016)

Aggiornamenti dalla Siria: cosa rimane del 2015 e come affrontiamo il nuovo anno (Gennaio 2016)

Padre Dhiya Azziz di nuovo scomparso in Siria (Dicembre 2015)

Siria: nell’incessante violenza e nel disastro umano, la Misericordia ha bussato ad Aleppo (Dicembre 2015)