A lezione di speranza, sostegno ai bambini e ai giovani colpiti dalla guerra

Siria/Knaye e Yacoubieh

CONTESTO & OBIETTIVO

I più colpiti della guerra in Siria sono i giovani e i bambini che ancora oggi soffrono per la povertà, la fame, e pochissimi tra loro frequentano la scuola. Mancano gli spazi, gli insegnanti, i libri di testo e le strutture sono inadeguate (al momento una su tre scuole non può essere utilizzata perché distrutta, danneggiata o requisita per ospitare gli sfollati o per scopi militari). Inoltre, tutti i giovani e i bambini presentano traumi post-guerra, difficoltà relazionali e d’apprendimento. Un’intera generazione è stata profondamente segnata dalla piaga della guerra e presenta una serie di disturbi che incidono nella loro educazione e formazione. La maggior parte dei ragazzi non riesce a seguire i professori a lezione e a migliorare nell’apprendimento.

C’è una grave preoccupazione per questi ragazzi che rappresentano il futuro del paese. In particolare le famiglie e il corpo docenti si trovano spesso inermi di fronte agli “ultimi” studenti che sono inquieti, difficili da trattare e con il rischio di venire sempre bocciati. Proprio per loro si è deciso di sostenere i costi correnti di alcune scuole locali, per migliorare l’offerta formativa e di istituire un doposcuola dove svolgere attività di potenziamento delle principali materie e attività extrascolastiche per permettere ai bambini di coltivare i loro hobby.

Lo scopo è quello di rispondere positivamente a uno dei tanti bisogni della società sostenendo le scuole e i ragazzi offrendo un luogo dove possono essere seguiti in modo attento nella loro crescita.

ATTIVITA’

  • Supporto alla gestione e manutenzione di scuole locali.
  • Doposcuola e attività extracurricolari presso le parrocchie francescane.

BENEFICIARI

  • Bambini e studenti.
  • Docenti delle scuole coinvolte nei programmi.
  • Le famiglie delle comunità locali.

TESTIMONIANZA DI PADRE HANNA

“Siamo agnelli in mezzo ai lupi. Letteralmente. Ogni sera ci addormentiamo affidando al Signore la nostra vita, perché potremmo essere assaliti sempre. Il mattino dopo ci svegliamo e vediamo che le nostre preghiere sono state esaudite. Allo stesso modo sentiamo la potenza delle vostre preghiere per noi. Il Signore non ci esaudisce facendo scomparire i lupi, quelli ci sono sempre, ma incredibilmente i lupi sono mansueti. Certo ci hanno costretto a togliere tutti i simboli cristiani e non possiamo manifestare la nostra fede pubblicamente; ci minacciano, mandano i ragazzini a lanciare pietre alle porte delle nostre case e delle chiese, ma la nostra vita è salva e continuiamo a vivere la quotidianità con impegno, nella speranza e nella fede”. La voce di padre Hanna Jallouf in questa sera di febbraio (2019) al telefono è serena, limpida, piena di quella speranza di cui ci racconta e che, dice, “vince su tutti i soprusi e le violenze che subiamo ogni giorno”.

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Padre Hanna è francescano della Custodia di Terra Santa, uno degli unici due religiosi rimasti insieme alle comunità cristiane di Knaye e Yacoubieh nella provincia di Idlib, dove si sono rifugiati circa 30.000 ribelli oppositori del governo di Bashar Al Assad. Nei mesi scorsi si era parlato molto di Idlib, l’ultima zona di resistenza dei Jihadisti governati da Jahbat Al-Nusra; inizialmente sembrava non vi fosse altra soluzione per il governo e gli alleati russi, se non quella di invadere l’area causando una carneficina di civili, poi invece si era parlato di un accordo tra Russia e Turchia, per la demilitarizzazione dell’area e il ritiro di tutti i combattenti; a quel punto pareva si fosse giunti ad una decisione condivisa e si era smesso di parlarne. Ma la questione è tutt’altro che risolta, la provincia di Idlib è ancora sotto Al-Nusra e le condizioni in cui vivono padre Hanna con il confratello Luai Bsharat e le comunità di Knaye e Yacoubieh sono precarie. Qui noi di Associazione pro Terra Sancta continuiamo le attività di assistenza, di distribuzione di pacchi alimentari e beni di prima necessità e di accoglienza presso il convento di alcune famiglie senza casa. Queste attività sono “un aiuto fondamentale – ci dice ancora padre Hanna – per la comunità cristiana che senza di noi e senza il vostro sostegno non esisterebbe più qui. Per questo rimaniamo, la gente ha bisogno e guarda costantemente a noi”. Non ha dubbi su questo padre Hanna, vuole rimanere con la sua comunità, nonostante le cose potrebbero peggiorare ancora.

DONA PER KNAYE E YACOUBIEH

Puoi donare con BONIFICO BANCARIO accedendo direttamente al tuo conto corrente per dare il tuo sostegno a:
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