A Betlemme, dove il mosaico si fa scuola

All’interno del progetto in corso, “Nuovi mosaicisti per Betlemme”, finanziato dalla Provincia di Trento e implementato dall’Associazione pro Terra Sancta, è stato proposto ai cittadini di Betlemme, in particolare a quelli che abitano la Star Street una serie di incontri culturali e giri turistici nella città vecchia nei quartieri Tarajmeh e Heirizat. Facendo un breve excursus la “Strada della stella” è l’antica strada che Giuseppe e Maria percorsero alla ricerca di un luogo dove far nascere Gesù portandoli fino alla mangiatoia. Come testimonia l’evangelista Luca, per un decreto di Cesare Augusto, Maria e Giuseppe giunsero a Betlemme per il censimento.
Le case in pietra bianca di questa strada un tempo erano il centro della comunità cristiana di Betlemme e luogo di passaggio per i pellegrini che da Gerusalemme raggiungevano la Piazza della Mangiatoia e la Grotta della Natività. Oggi molti delle abitazioni sono abbandonate, le terrazze un tempo non erano costellate dalle tante taniche di acqua per l’emergenza idrica ma da volti cristiani e musulmani che condividevano la quotidianità. Con le tante emigrazioni negli Stati Uniti e Sud America delle famiglie cristiane palestinesi, oggi sembra che la “fiammella” di vita e di storia rischi di spegnersi.

Proprio per questo noi di Associazione pro Terra Sancta stiamo organizzando in collaborazione con il “Centre for Cultural Heritage Preservation (CCHP)- Dar AlSabagh Centre for Diaspora Studies and Research (DSCD)” tre eventi. Comunicare e far rinascere il senso di appartenenza partendo dalla propria storia con uno sguardo alla tradizione e all’arte palestinese, ai siti archeologici e anche alla propria identità, vogliono essere i punti di partenza di questa proposta. Pensiamo che l’importanza economica e sociale di questo posto passi da una presa di coscienza del proprio patrimonio culturale creando così possibilità di crescita e lavoro.

Il primo dei tre appuntamenti si è tenuto martedì 25 Giugno presso il centro Dar AlSabagh all’inizio della Star Street e ha visto una buona risposta dei cittadini di Betlemme. Il Professor Khalil Shoken, direttore del centro, ha presentato alcune letture storico antropologiche delle famiglie dei quartieri Tarajmeh e Heirizat sottolineando come alcuni ceppi familiari a causa del conflitto non esistono più nella Star Street. Famiglie giovani e anziani hanno avuto modo di ascoltare e confrontarsi sull’origine storica di un patrimonio, centro di importanza che merita attenzione per non essere perso. Vincenzo Bellomo, Responsabile d’Associazione a Betlemme è intervenuto presentando i punti principali del progetto e ricordando che “la bellezza da preservare di questa terra, vuole essere ancora una volta per noi di Associazione pro Terra Sancta una condivisione quotidiana e non distaccata”. Un intervento che ha origine da un camminare insieme con chi ne ha più bisogno con semplicità.

Abbiamo tutti insieme respirato un clima di vicinanza, incontro e speranza. Crediamo che solo con questi piccoli passi la vita che scorre in questi quartieri e nei vicoli di queste strade possa riprendere forma in un interesse alla bellezza storica e umana, partendo da chi ancora oggi abita Betlemme. Betlemme dall’arabo “Beit Lahm” “Casa della Carne” è testimonianza di un avvenimento e deve risuonare per noi cristiani di tutto il mondo come casa che ci appartiene, come luogo fisico e intimo da conservare”.