Betlemme: lavoro è speranza

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Anche in tempi di pandemia, Pro Terra Sancta crea nuove opportunità di lavoro a Betlemme per sostenere le famiglie in difficoltà

Il 26 maggio la Basilica della Natività ha riaperto le sue porte. Un segnale di speranza per Betlemme che ora si trova ad affrontare la seconda fase della pandemia: le conseguenze economiche. Non sapere quando pellegrini e turisti ritorneranno in Terra Santa preoccupa la città che basa la propria economia in gran parte sul turismo. Piccole attività, ristoranti, alberghi e artigiani rischiano di non riuscire ad andare avanti nei prossimi mesi, l’aumento considerevole della disoccupazione è in agguato.

L’attenzione a creare posti di lavoro è sempre stata per Pro Terra Sancta un punto centrale dello sviluppo di progetti nell’area di Betlemme, a prescindere dalla pandemia. Per Vincenzo Bellomo, responsabile dell’Associazione a Betlemme, l’impegno nel creare nuove job opportunities durante questa progressiva riapertura della città deve essere la priorità.

Fin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, Pro Terra Santa è riuscita ad inserire nei nuovi lavori e nell’attività dell’associazione 23 nuove persone. “Tutto questo è stato reso possibile dalla vicinanza di nostri partner e donatori – continua Vincenzo – grazie alla loro solidarietà abbiamo rafforzato i nostri progetti e implementare nuove azioni a servizio della comunità. Sono sempre di più le persone rimaste senza reddito che hanno bisogno di essere aiutate”.

Il progetto “Active Women Against Covid 19” cucito ad hoc sulla realtà sociale betlemita prevede che un formatore professionali insegni a donne locali il lavoro per la realizzazione di mascherine protettive. Sette persone grazie a Pro Terra Santa e F.A.I. (Fondation Assistance Internationale) hanno trovato una collocazione e un modo per sostenere le proprie famiglie.  Un’altra attività finanziata sempre da F.A.I., “Emergenza Donne Anziane di Betlemme”, ha come scopo la messa in sicurezza di un’area presso la Società Caritatevole Antoniana per pazienti Covid – 19. Questo progetto vede il coinvolgimento di altre 15 persone. L’azione di supporto prevede anche un aiuto alla Società Antoniana, la struttura he provvede al pagamento degli stipendi degli operatori, oltre che all’impiego di operai nei lavori di rinnovamento. Sulaimain Morra, ingegnere civile locale, incaricato dei lavori di ristrutturazione, racconta: “Questo progetto mi sta aiutando a pagare le diverse spese che la situazione del Covid-19 ha causato, permettendomi così di dare alla mia famiglia il necessario per vivere”.

Da qualche settimana è inoltre ripartito “Water Emergency”, un progetto che Pro Terra Sancta porta avanti da alcuni anni e che a causa delle restrizioni di circolazione si era necessariamente interrotto. Il progetto prevede l’installazione di cisterne per la conservazione dell’acqua, spesso carente a Betlemme, per le famiglie in difficoltà. Con la ripresa dei lavori idraulici, operai e fornitori hanno potuto, in piccola parte, proseguire con le loro attività. Muna Salman, ingegnere e responsabile tecnico del progetto di Pro Terra Sancta ci racconta quando siano importanti questi tipi di intervento. “La mancanza di acqua in questo periodo di maggiori restrizioni sta causando sempre più problemi alle famiglie”, ci dice. “L’attuale situazione vede persone senza lavoro e per alcuni un taglio degli stipendi del 50% – spiega Muna – riprendere i lavori significa per i nostri collaboratori sostenere la propria famiglia, mentre per le persone beneficiarie del progetto significa avere disponibilità di acqua pulita in questo momento di difficoltà”.