Fra Hanna dalla provincia di Idlib: “Qui va sempre peggio!”

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L’appello di Padre Hanna, il parroco di Knayeh nelle missioni dell’Oronte in Siria, è struggente: “Purtroppo le cose da noi non vanno molto bene”, dice con onesta semplicità. I villaggi di Knaye e Yacoubieh si trovano in una delle zone più colpite dalla guerra siriana. Sono al centro degli scontri e delle tensioni tra l’esercito siriano, l’opposizione e le forze straniere. Il territorio è ancora sotto il controllo di milizie jihadiste e purtroppo i rapimenti sono ancora all’ordine del giorno. Padre Hanna racconta del rapimento di un giovane papà di quattro figlie: “è stato rapito un mese fa e fino adesso non sappiamo come andrà a finire la sua storia. I rapinatori hanno chiesto una cifra improponibile”. Ancor più se si considera la crisi economica attuale con la lira siriana in caduta libera e il paese verso il collasso. Le sanzioni americane hanno dato il colpo finale. Il Cesar Act promosso dagli USA sta mettendo il paese in ginocchio: “quelli che sono stati colpiti sono i cittadini e non lo stato, come vorrebbero le sanzioni. La gente comincia a soffrire la fame”. Per contrastare questa crisi, di recente è uscito un decreto che impone l’utilizzo della lira turca nella regione di Idlib.

Il frate francescano esprime anche grande preoccupazione per gli studenti: “abbiamo preparato i nostri ragazzi per dare gli esami, ma per sostenerli dovrebbero per forza recarsi in una sede ministeriale del governo”. La chiusura dei confini e delle strade rende impossibile muoversi: “Poveri ragazzi che perderanno un anno della loro vita soltanto per il capriccio di certe persone”. Le due scuole francescane nei conventi di Knaye e Yacoubieh, che Pro Terra Sancta sostiene da anni, rappresentano per 70 studenti l’unica opportunità di ricevere un’istruzione scolastica e per 11 insegnanti l’opportunità di avere un lavoro. Una speranza di futuro che rischia di venire meno. Ecco dunque la sua richiesta di aiuto: “Ecco faccio questo appello a voi affinché veramente sappiate come vanno le cose e come dobbiamo agire. Che il Signore abbia cura di noi”.