Gerusalemme: Al via un dipartimento educazione per il Terra Sancta Museum

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Associazione Pro Terra Santa vince un importante bando europeo per creare un dipartimento di educazione al Terra Sancta Museum. Un progetto di tre anni per creare attività con le scuole, accesso a persone non vedenti e nuovi posti di lavoro.

Anche il Terra Sancta Museum (TSM) come la maggior parte dei musei al mondo ha chiuso le porte al pubblico. Dal 15 marzo il blocco si è fatto più stretto e anche il museo francescano, situato presso la seconda stazione della Via Dolorosa, ha seguito le misure governative. Non ci sono più turisti e le strade della Città Vecchia di Gerusalemme sono deserte. Sebbene non ci siano visitatori, dietro le quinte, si continua a lavorare. Oltre ai catalogatori che continuano il loro lavoro da casa, Sara Cibin, responsabile del progetto TSM dal suo avvio, è molto impegnata per avviare la prima fase del progetto finanziato dall’ dall’Unione Europea: “Terra Sancta Museum (TSM): Un museo vivente per i giovani palestinesi” (ENI/2019/407—798).

Infatti, alcuni mesi fa, quando nessuno poteva nemmeno lontanamente immaginare che cosa il 2020 avesse in serbo per tutti noi, Associazione Pro Terra Sancta e i suoi collaboratori festeggiavano una grande soddisfazione. Il dieci dicembre 2019 era arrivato un regalo di Natale inaspettato: l’approvazione di questo importante progetto di 1 milione di euro da spendere in 42 mesi.

Lo scopo? Creare le basi di un dipartimento di educazione del Terra Sancta Museum che possa diventare uno strumento educativo per tutta la popolazione. Un polo culturale che possa ospitare attività educative per favorire il dialogo, promuovere la tolleranza e innescare cambiamenti positivi. La vocazione educativa, secondo Sara Cibin, è parte del DNA del museo sin dalle sue origini. Infatti, fin dalla sua inaugurazione, in collaborazione con l’associazione Mosaic Centre ogni anno, a partire dal 2017, quasi 2000 studenti hanno visitato la proiezione multimediale ed inseguito la collezione archeologica.

Dai semi germogliati da questa esperienza è cresciuta l’idea di un progetto più strutturato incentrato sull’educazione. Incluso nel programma dell’Unione Europea dedicato a Gerusalemme est, il progetto ha come target specifico la popolazione araba. Lo sforzo educativo comincerà dal mondo arabo con lo scopo di fare network tra le scuole, le associazioni culturali e i musei presenti sul territorio. Durante il percorso non mancheranno collaborazioni con altri partner indiretti con cui il museo e ATS pro Terra Santa hanno sempre cooperato: la Custodia di Terra Santa, il Mosaic Centre e alcune ONG locali che operano nel mondo scuola.

Per raggiungere questo obiettivo, insieme al project manager e ad un esperto di didattica museale, faranno parte del gruppo di lavoro anche tre persone locali di madrelingua araba. È in corso la selezione di un contabile, un esperto di comunicazione e di un responsabile network. Tre nuovi posti di lavoro che diventano ancor più preziosi data la crisi occupazionale che vive il paese. Tre posizioni qualificanti che contribuiranno a creare, insieme all’esperto di didattica, un dipartimento di educazione, una struttura ben organizzata che organizzerà una serie di attività didattiche e culturali dedicate a tutta la popolazione.

Per garantire una continuità anche a conclusione del progetto è prevista l’inclusione di due giovani neolaureati a cui verrà data la possibilità di acquisire nuove competenze lavorative. “Per queste due figure junior è prevista una formazione all’estero” – ci spiega Sara – “Abbiamo deciso, attraverso i giovani, di fare una scommessa per il futuro”. Il futuro di cui parla Sara sono gli oltre 10,000 allievi palestinesi tra i 5 e 18 anni, i 2,000 giovani palestinesi che vivo a Gerusalemme Est tra i 18 e i 30 anni e le loro 200 famiglie. Sono previste tante attività per le scuole, per le famiglie e per il quartiere con il pieno coinvolgimento della popolazione locale.

Un’attenzione particolare verrà data anche al tema dell’accessibilità. Tre attività complementari permetteranno alle persone non vedenti e ipovedenti di visitare il museo: la creazione di un app compatibile con i sussidi di autolettura, alcune repliche tridimensionali di oggetti della collezione per consentire d’esplorazione tattile e infine un percorso di visita guidato con l’inserimento di pannelli in linguaggio braille.

Il Terra Sancta Museum, grazie a questo progetto, raggiunge e sarà raggiungibile da tutti. I preziosi oggetti della collezione archeologica e, si spera presto in futuro della collezione storica, diventeranno materiale vivente per giochi, attività educative e dialogo.