Gerusalemme. Con i campi estivi al Terra Sancta Museum

L’estate e le agognate vacanze scolastiche possono trasformarsi in un periodo detestabile per i giovani che abitano a Gerusalemme Est e in molte altre città palestinesi: la mancanza di spazi pubblici, ricreativi e culturali, è un problema persistente che mina nel profondo la vita quotidiana dei bambini e di tutta la comunità. Anche se la forte calura estiva non scoraggia i tanti ragazzi che si vedono giocare lungo le strade della Città Vecchia, una volta finito l’anno scolastico, trovare svaghi e passatempi educativi diventa un’impresa ardua per i ragazzi e per i loro genitori. C’è chi si accontenta di giocare a pallone usando le secolari arcate in pietra dei vicoli come porte da calcio, chi fa spericolate gare in bicicletta facendo slalom tra i turisti e chi trascorre qualche ora nei negozi di souvenir dei genitori. Molti ragazzi, invece, aderiscono ai campi estivi partecipando ad attività di gruppo organizzate. Non deve dunque stupire se in questi giorni, nel Convento della Flagellazione, luogo in cui ha sede il Terra Sancta Museum, si vedono numerosi gruppi di bambini e ragazzi con magliette e cappellini dai colori sgargianti che si aggirano nel santuario e nelle sale del museo. Grazie ad un progetto di Associazione pro Terra Sancta e il Mosaic Centre Jericho, moltissimi ragazzi che frequentano i centri estivi hanno la possibilità di fare una visita guidata e svolgere delle attività didattiche all’interno del museo.

L’idea rispecchia la forte vocazione sociale del museo che vuole essere un luogo dove non solo i pellegrini e i turisti possano approfondire la storia antica e le radici cristiane di Gerusalemme, ma anche un centro che possa fornire a tutta la comunità un’opportunità culturale ed educativa che trasmetta il rispetto di tutte le religioni e culture presenti in Terra Santa.

In un contesto così complicato, in cui la religione, che rappresenta un aspetto fondamentale della società, può diventare un pretesto per alimentare risentimenti e divisioni, l’obiettivo del Terra Sancta Museum è, invece, quello di essere un ponte tra le diverse culture. Ad oggi rappresenta l’unico museo della città vecchia di Gerusalemme che espone reperti archeologici appartenenti alle diverse religioni e culture che hanno attraversato la Terra Santa nei secoli.

Gli oltre quattrocento ragazzi che nel mese di giugno e luglio hanno visitato il museo sono di religione musulmana: “Vogliamo che i nostri ragazzi conoscano la storia e la cultura di Gerusalemme con i loro occhi e conoscano anche le altre religioni” dichiara Nihad Abassi, una giovane educatrice che lavora per il Mosaic Centre che si è occupata di contattare le scuole e i gruppi estivi. A tutti i ragazzi in visita è stato chiesto di disegnare un oggetto, un reperto archeologico o un momento che li ha colpiti durante la visita. Nihad crede fortemente a questo metodo: “Quando un bambino disegna un oggetto che ha osservato, lo fa proprio e non lo dimenticherà perché gli resterà il ricordo dell’esperienza”. Shereen, 12 anni, per esempio, si è fatta guidare dalla bellezza degli oggetti esposti e ha disegnato la collezione di vasi in terracotta del I sec. a.C. esposti nella sala della vita quotidiana ai tempi di Gesù.

Molti bambini si sono entusiasmati, rimanendo “a bocca aperta”, per il filmato multimediale che illustra la storia di Gerusalemme, molti di loro chiedono di poter tornare nuovamente. Alì, 11 anni, di religione musulmana, ha disegnato Gesù che porta la croce perché è stato colpito dalle immagini proiettate nel video. I disegni realizzati verranno esposti nel museo in modo da far conoscere il progetto a tutti i visitatori.

“I palestinesi non hanno molte opportunità di vedere musei di questo tipo, anche l’archeologia è materia del conflitto. Il Terra Santa Museum è un museo che parla a tutti quanti e racconta una storia palestinese fatta di grande ricchezza multiculturale” dichiara Daud Ghoul, dell’associazione Jerusalem Arts Network “Shafaq”. Anche lui, tra i promotori delle visite scolastiche presso il Terra Sancta Museum, insieme ad Associazione pro Terra Sancta, si impegna nella realizzazione del progetto affinché sempre più scuole e ragazzi ed adulti possano avere questa bellissima opportunità.

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