Gli auguri di Buon Natale del Custode di Terra Santa, Padre Pierbattista Pizzaballa ofm

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Questo è il discorso annunciato da Padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa e Presidente di Associazione pro Terra Sancta,  in occasione del S. Natale 2014. Anche lo staff di Associazione pro Terra Sancta si unisce con gioia alle parole del Custode  nell’augurarvi un Buon e Felice Natale.

Lc 3, 15: Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo…: l’attesa del Messia, che abbraccia l’Annunciazione, il Natale, il Battesimo, le nozze di Cana, ci dispiega l’eterna attesa del cuore dell’uomo. La nostra vita di fede è una vita in attesa: sappiamo in cuor nostro che il Messia nato a Betlemme è la risposta di Dio alla nostra attesa. Tuttavia sentiamo che, nonostante impegno e ideali, la nostra resta una debole fede, e siamo come chiusi in una gabbia a causa del peccato. Chi potrà spegnere la sete di amore, di attenzione, di sorriso, di giustizia, di dignità, di verità che il nostro cuore anela per se stesso, e che attende nell’altro? La fede ci insegna a vivere nella speranza: il tempo viene per chi lo sa aspettare.

Dobbiamo lasciarci convertire dal tempo dell’attesa dando ad esso i sogni e le fatiche, il coraggio e la serenità nella concretezza dei giorni. Perché sappiamo che il Cristo che nasce a Betlemme è la risposta di Dio. Solo lui può spegnere la nostra sete, il nostro bisogno di senso. Il nostro essere mancanti, la nostra attesa, possono esseri colmati solo dalla sua irruzione. E non abbiamo bisogno di grandi cose per stupirci di fronte a questa incredibile realtà, non dobbiamo cercare questa risposta lontano da noi. “Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi nel cielo e ce lo porterà e ce lo farà udire perché lo mettiamo in pratica?” Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi passerà per noi di là dal mare e ce lo porterà e ce lo farà udire perché lo mettiamo in pratica?”. Invece questa parola è molto vicina a te; è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica” (Deut. 30, 12-14). Questa consapevolezza ci stupisce ogni volta daccapo.

Di questa certezza dobbiamo ogni volta nutrire i nostri dubbi, risollevare le nostre stanchezze. Il tempo dell’attesa di cieli e terra nuovi è il tempo della nostra fede, anche quando siamo chiamati a sperare contro ogni speranza. Perché alla sete del nostro cuore sappiamo che corrisponde la fedeltà di Dio. Noi sappiamo che Dio-con-noi, a sua volta, ci attende. Attende di essere ritrovato. Non lontano e fuori da noi, ma nel nostro cuore e nel cuore di ogni uomo.

Anche nel nostro Medio Oriente assetato di giustizia e di dignità, di verità e di amore, Cristo si lascia trovare. Non guardiamo all’attesa e alla ricerca errate degli Erode di oggi, ma a quella di cui sono ricchi i Magi. Non guardiamo all’ingannevole scrutare dei segni dei dotti della Gerusalemme di ogni tempo, ma allo stupore che rende pronti e capaci di accoglienza i pastori di Betlemme. Non ascoltiamo le paure del mondo, ma il coro degli angeli che ci annunciano la salvezza: “È nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore” (Lc 2, 11). Siamo ancora capaci di questo stupore? Siamo ancora capaci di un umile, docile e vigilante discernimento?

Certo! Siamo realisti. Non cambieremo le sorti del mondo. Non risolveremo i problemi di questi nostri Popoli lacerati e divisi. Ma nessuno ci potrà impedire di amarli, di fare la giustizia nel nostro piccolo contesto. Nessuno può rubarci la dignità che ci è stata data. Nessuno può toglierci l’amore e la speranza che sono stati riversati nei nostri cuori e che non ci deludono mai (cf. Rom. 5, 5).

Il tempo di Natale ci richiama, nella fedeltà gioiosa all’accoglienza del dono di Dio, a lasciare il nostro cuore aperto, spalancato, alla speranza, alla giustizia, all’amore. È questo che ci dice il Natale. Ogni anno. Anche quest’anno, nel turbine dei drammi che ci circondano, lasciamoci stupire. Lasciamoci ritrovare dal Dio-con-noi, che ci attende sulla soglia del nostro cuore.

Buon Natale.