Beirut

I frammenti di Beirut, un richiamo a quanto successo o negligenza?

Vero10 Maggio 2022

Nel cuore della capitale libanese, Beirut, le antiche strade di Achrafieh sono da sempre conosciute per la bellissima architettura dei suoi edifici e delle sue case, case che rappresentano la storia archeologica di Beirut e a cui i libanesi sono fortemente attaccati. Questa parte di Beirut è stata la più colpita dall’esplosione del 4 agosto 2020. Oggi, camminando per queste strade da più di due anni, vediamo ancora moltissime case distrutte e deserte.

Numerose sono le ragioni dietro queste tragiche immagini che trasformarono la città in una spaventosa area del dopoguerra.  

Una serie di cause

Come prima causa, vi è sicuramente la crisi economica che ha colpito il Libano negli ultimi anni. Questa crisi ha portato un forte incremento della povertà, e le persone persero tutti i loro risparmi nelle banche a causa della bancarotta del governo. Per molti di loro, prendersi cura della propria famiglia, portare del cibo in tavola e comprare dei vestiti per tenersi al caldo è più importante che sistemare la casa, anche se  significa dover condividerla con i genitori, il cognato, la suocera, o addirittura i parenti, questo soprattutto per le famiglie che vengono pagate ancora secondo la vecchia tariffa in dollari (1$ = 1.500 Lire libanesi), mentre le spese per i beni di prima necessità sono aumentati in media del 600% a seguito delle tariffe del nuovo “mercato nero”, che sono diciotto volte si più (1$ = 27.000 Lire libanesi).

La ricerca della giustizia

In secondo luogo, lo stato emotivo delle persone influisce sulla ricostruzione. Le ripercussioni dell’esplosione accompagnano ancora i libanesi, per i quali è molto difficile superare quello che è successo, dal momento che non è ancora stata fatta giustizia. Diverse persone si rifiutano di tornare nel luogo dove tutto è successo; o per via del trauma provocato o per la perdita di persone amate in quel giorno, in quel luogo. Oltre a ciò, è evidente che le persone siano molto legate alle proprie case. Quel sentimento di amore, soddisfazione, felicità e sicurezza è comune tra i libanesi, conosciuti per il loro attaccamento alla propria terra e ai luoghi che chiamano casa. Quel giorno, tutte le memorie dell’infanzia, le conversazioni di sera, i caffè la mattina e le riunioni familiari vennero distrutti insieme alle case e ne presero il posto gli incubi, i pensieri rabbiosi, i pianti, l’insonnia.  

Il declino di Achrafieh

Inoltre, nonostante gli sforzi promossi dalle organizzazioni, tra cui pro Terra Sancta, non sono mai abbastanza. Il danno causato va oltre le capacità di tutti, e necessita di una somma enorme per riportare la capitale al suo stato precedente.  Oltre a ciò, il governo non ha mai rimborsato le persone per le loro perdite. Di conseguenza, molte abitazioni sono state abbandonate. E mentre la situazione peggiora, ci si sta impiegando più di quanto ci si aspettasse per portare a termine tutti i lavori.

Rimangono numerosi motivi per quello che vediamo lungo le strade di Achrafieh, ma quelli appena esposti sono i più importanti. Sono necessarie delle azioni per vedere sbocciare questa città ancora una volta. Gran parte del patrimonio culturale è a rischio. Quella che una volta era la città più prestigiosa del Libano oggi è mezza deserta. Come se quello che è stato perduto il 4 Agosto non fosse già abbastanza per la memoria dei libanesi, la città è destinata a essere marchiata da case distrutte, muri franati e vetri frantumati.  Lo strano destino di quella che fino a poco fa era la città più ricca del Medio Oriente, e oggi ricorda la Siria.