Imparare l’accoglienza: terminato il corso di lingua italiana a Sabastiya, parlano i protagonisti

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Si è conclusa ufficialmente la seconda edizione del corso di italiano a Sabastiya. Nel piccolo villaggio della Samaria si è tenuta la cerimonia di consegna dei diplomi ai partecipanti del corso, un piccolo segno per riconoscere l’impegno e le nuove conoscenze acquisite in questi mesi.

L’idea del corso di italiano nasce dal progetto di Associazione pro Terra Sancta e del Mosaic Center Jericho per coinvolgere e rendere sempre più indipendenti questi giovani nella gestione delle risorse storiche e culturali che abbondano nel piccolo centro abitato, soprattutto in vista dell’apertura della nuova Sabastiya Mosaic Guesthouse.

L’insegnante che durante questi tre mesi ha guidato i ragazzi nell’apprendimento della lingua italiana è Riccardo Marchio, collaboratore di Associazione pro Terra Sancta, rimasto molto colpito dall’accoglienza, dalla disponibilità e dalla voglia di imparare dei suoi studenti:

I ragazzi che abitano in quest’area non possono spostarsi liberamente e per questo motivo fanno molte domande, chiedono e hanno voglia di avere contatti esterni. Ciò mi ha molto sorpreso, perchè vuol dire che la chiusura territoriale non ha significato a sua volta una chiusura mentale. Molto spesso si pensa che i palestinesi non abbiano voglia di migliorare la loro situazione, invece io ho incontrato giovani che hanno voglia di cambiare e di vivere in pace“.

Anche sentendo parlare i ragazzi, si può comprendere come questa sia stata un’occasione non solo per apprendere delle competenze che saranno poi utili sul mercato del lavoro, ma anche per imparare ad accogliere  e ad approcciarsi ad una nuova cultura.

Shady, studente del corso, spiega: “L’ostacolo linguistico non è stato indifferente; insegnare l’italiano utilizzando l’inglese a persone di madrelingua araba ha comportato una difficoltà in più. Però paradossalmente questa situazione ha creato in classe un clima di partecipazione, stimolando la collaborazione tra noi studenti e l’insegnante“.

Conclude Riccardo dicendo: “Ciò che mi ha arricchito di questa esperienza è stata Sabastiya stessa; un piccolo villaggio con la voglia di uscire dalla povertà, causata dall’attuale situazione politica, senza il ricorso alla  violenza o all’estremismo, bensì attraverso il lavoro, l’apertura all’altro e la valorizzazione del patrimonio culturale“.

Per saperne di più sul progetto di Associazione pro Terra Sancta “Sabastiya tra passato e presente”, clicca qui.