“In Siria solo fame e miseria, non abbandonateci!”: l’appello di fra Bahjat da Damasco

email whatsapp telegram facebook twitter

Padre Bahjat da Damasco non indora la pillola: la situazione in Siria è gravissima. I toni sono allarmanti: “Posso dire senza esagerare che oggi il termine povertà l’abbiamo lasciato alle spalle, oggi si parla di miseria”. La crisi economica del dopoguerra si aggrava con il passare dei giorni. La Siria non fa più notizia e i mass media occidentali non sembrano curarsi della situazione. “Molti pensano che la Siria abbia ormai passato i tempi difficili, i tempi di violenza e di bombardamento ma oggi viviamo una situazione davvero molto critica, che non ho mai sperimentato da quando sono arrivato qui nel pieno della guerra nel 2016”, dichiara fra Bahjat con una forte preoccupazione. Ciò che non ha fatto la guerra ora rischia di farlo la fame. La lira siriana sta perdendo valore precipitosamente: basti pensare che fino a pochi mesi fa un dollaro equivaleva a 1000 lire siriane, mentre oggi ne corrisponde a 3200.

L’amministrazione Trump ha varato pesanti sanzioni economiche contro la Siria (già effettuate nel 2019). Il decreto “Ceasar” viene descritto dal Congresso USA come un atto volto ad aiutare la popolazione siriana, ma di fatto ne segna la rovina. Il “Ceasar act”, che è frutto della collaborazione di repubblicani e democratici, risulterà devastante per la Siria e in particolare per i più poveri. ” La legge Cesare per la protezione dei civili siriani e si potrebbe benissimo chiamare la legge Cesare per la distruzione dei civili siriani”, commenta padre Bahjat.

“Come chiesa stiamo vicino alla gente e cerchiamo di non lasciare che nessuno dorma senza un pane”, ma padre Bahjat è consapevole che senza aiuti non potrà mantenere questa promessa a lungo. Racconta che “un padre di famiglia deve lavorare un mese intero per acquistare un paio di chili di carne, che una paga annuale serve a pagare la retta scolastica per un solo figlio”.

Pro Terra Santa si sta facendo carico di queste richieste di aiuto. Così come è stata accanto alla popolazione siriana durante gli anni della guerra efferata, non si tira indietro ora, quando la catastrofe economica rischia di spazzare via le poche speranze rimaste. “Non potremmo continuare la nostra missione senza il vostro supporto, senza la vostra carità – ammette con onestà Fra Bahjat – e vi ringraziamo già per aver ascoltato questo appello e averne risposto generosamente.”