Luglio 2019

Incontrarsi con la musica a Betlemme

Dopo due anni di lezioni, la settimana scorsa, un gruppo di 20 studenti e professionisti palestinesi, ha terminato il corso di Musicoterapia  “You will find me in the sound”. Il progetto è stato promosso da Associazione pro Terra Sancta in collaborazione con l’Università di Betlemme, l’associazione italiana Musica Prima, il Centro SPAEE “Servizio di Psicologia dell’Apprendimento e dell’Educazione in Età Evolutiva” dell’Università Cattolica di Milano e l’Associazione Realmonte.

Iniziato a luglio 2017, il percorso formativo ha condotto una formazione approfondita ed esauriente nel campo della musicoterapia. Questa disciplina è efficace in campo riabilitativo, in quello del sostegno negli ambiti educativi e nella prevenzione e il corso si è inserito opportunamente in risposta a un forte bisogno locale. La situazione di conflitto persistente sta infatti ancora oggi causando una serie di problematiche correlate a stress psicologico, aumento del livello di violenza a casa, a scuola e più in generale a livello comunitario. La resilienza di bambini, adolescenti, famiglie e persone in stato di bisogno è spesso messa a rischio proprio per una mancanza di supporti educativo-psicologici.

La musicoterapia può prendersi cura dei bambini prima della loro nascita, durante la gravidanza e il loro sviluppo. Inoltre in ambito riabilitativo, psichiatrico e con gli anziani la musicoterapia è una risorsa molto importante, sia col singolo che in gruppo, permettendo alle persone di esprimersi, sentirsi ascoltati e accolti senza giudizio.

Il progetto ha offerto a un gruppo di professionisti e studenti una formazione complessiva di 280 ore suddivise in lezioni frontali, pratiche e tirocini con annessi esami e tesi. Professori e Docenti Universitari di rilievo internazionale e locale hanno avuto modo di guidare questi studenti nell’apprendimento delle conoscenze psicologiche, pedagogiche e scientifiche legate all’utilizzo delle tecniche di musicoterapia.

Il professor Dario Benatti, Musicoterapeuta e Docente alle Facoltà di Psicologia e Scienze dell’Educazione dell’Università Cattolica di Milano si è occupato della gestione didattica generale del corso sin dagli inizi. In queste settimane era a Betlemme per l’ultima parte del programma e ha espresso molta soddisfazione rispetto al lavoro in fase di conclusione: “E’ stato molto interessante vedere i cambiamenti degli studenti, come sono cresciuti, e come  piano piano hanno sviluppato risorse. La cosa bella per me è stata scoprire come la musica araba e quella occidentale possano scambiarsi contenuti; sento che guidando questi studenti ho anche imparato tanto da loro.”

Il Professore ha inoltre sottolineato come ha voluto costruire per gli studenti del corso una formazione curata, approfondita e di qualità: “E’ facile in ambito musicoterapico confondere la musicoterapia con un qualcosa capace solo di far divertire. La Musicoterapia non è questo, costruisce progetti educativi e terapeutici con obiettivi specifici in base alla persona o al gruppo che si ha davanti. Ora tocca agli studenti portare professionalmente questa disciplina nelle strutture socio riabilitative palestinesi, prendersi cura con la musica delle persone che hanno bisogno, fare esperienza partendo dalle conoscenze date in questi anni”.

Il Professor Benatti ha avuto modo anche di portare la sua musica con un concerto organizzato con Vincenzo Bellomo, responsabile di Associazione pro Terra Sancta a Betlemme, nella serata di martedì 9 luglio presso la Guest House “Hosh Al-Syrian Bethlehem” nel centro storico. Un viaggio con la chitarra all’interno della musica dal Medioevo ai giorni nostri. Un dialogo musicale dove la bellezza della struttura, il clima di ascolto dei presenti, lo scambio di voci sulla musica ha permesso di approfondire le note regalate dal professore.  Al termine del concerto, due ragazze del corso di musicoterapia hanno realizzato in duo alcuni brani tradizionali palestinesi. Una serata dove la musica è stata davvero la protagonista, dove l’arte ha raccontato di tante storie da Occidente a Oriente.

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