La quotidiana maratona di Eva contro il buio


Seduta alla sua scrivania nell’ufficio di Pro Terra Sancta a Latakia, la nostra segretaria Eva batte furiosamente sulla tastiera del computer. Sta correndo una maratona contro il tempo: presto la batteria del laptop sarà scarica ma l’email va mandata. 

Per lei, il nostro staff e l’intera popolazione siriana è importante far sapere al mondo che cosa sta succedendo, in che condizioni vivono e lavorano a causa di una crisi energetica senza precedenti. 

A causa delle sanzioni non c’è più elettricità, non c’è più luce. La vita di tutti è stata capovolta: “l’80% della popolazione ha rinunciato a tutto pur di sopravvivere”, scrive Eva. 

Non solo emergenza luce: mancano acqua e gas 

La mancanza di luce e l’impossibilità di usare gli elettrodomestici porta con sé altri gravissimi problemi: “la cosa più importante che ci manca a causa dell’elettricità è l’acqua”, continua Eva. Ci spiega che ogni notte stanno svegli per tenere attiva la pompa che porta l’acqua in casa. 

A volte deve aspettare due ore prima di vedere le prime gocce e, se l’acqua arriva, sa già che verrà usata per riempire la vasca in cui a turno i membri della famiglia faranno il bagno, per l’igiene giornaliera e per lavare a mano i vestiti. Altre volte l’acqua non arriva per 4 giorni. 

La dieta ha subito un cambio altrettanto drastico: le bombole di gas sono rarissime e vendute a caro prezzo e bisogna aspettare che ci sia l’elettricità per usare i fornelli ad induzione e il bollitore. 

Serve un’intera giornata per cucinare un semplice piatto tradizionale”, scrive Eva, “e bisogna cercare di consumarlo in fretta perché non possiamo accendere il frigorifero, che ora usiamo come se fosse una dispensa”.  

Solitudine e depressione: gli effetti collaterali del buio

Poi c’è il buio. Pochissimi possono permettersi di comprare una piccola batteria per illuminare una stanza. Gli effetti fisici e psicologici della mancanza di luce stanno iniziando a manifestarsi in tutta la loro potenza e negatività. 

La mia mamma anziana ha iniziato a prendere gli antidepressivi”, confessa Eva, “ha difficoltà a muoversi e passa molto tempo in casa da sola. Ora non ha più la radio e la TV a tenerle compagnia. Tante persone, soprattutto le casalinghe, soffrono della stessa condizione”. 

La figlia di Eva è un’adolescente e, dato che le scuole sono state chiuse con grande anticipo, passa le sue giornate a leggere e a dipingere. A causa del buio, però, la sua vista è diventata debolissima

I suoi quadri, poi, sono tutti in bianco e nero. Non esistono più i colori nella vita di questa giovane donna

Lavorare senza elettricità 

La parte più frustrante della nuova routine quotidiana di Eva è il lavoro. Da quando mette piede in ufficio alle 7, Eva ha mezz’ora per ricaricare telefono e laptop poi, fino alle 12, non c’è elettricità. 

Stampare, fare fotocopie e inviare email sono operazioni che devono essere svolte in sole 2 ore. Dalle 2 di pomeriggio alle 6 e mezza di sera non è più possibile lavorare. 

I frati non riescono più a comprare la benzina che potrebbe alimentare il generatore per convento e ufficio. Ci si può affidare solamente alla rete elettrica nazionale e ciò, per Eva e i suoi colleghi, significa dover rimanere in ufficio dopo le 7 e nei weekend. 

Una maratona contro il tempo

Stiamo vivendo una vita caotica. Stiamo perdendo coraggio, gioia e futuro. Ogni pensiero è rivolto ai momenti in cui potremo avere acqua, scaldare il cibo, ricaricare le batterie, accendere la lavatrice magari…”. 

Cucinare e fare la lavatrice. Eva non desidera altro che fare quei lavori domestici che invece tanti di noi considerano fastidiosi. 

“La batteria del mio computer è quasi del tutto scarica. Devo andare ora”, scrive Eva. La sua mail potrebbe benissimo essere firmata “Siria”: un’intera popolazione ha la batteria scarica ed è relegata al buio. 

Basterebbe solo alzare un interruttore. Basterebbe solo accendere una luce in Siria