Tra le ferite del Medio Oriente il Direttore Tommaso Saltini riflette sulla missione di Pro Terra Sancta: un messaggio di gratitudine e una visione dove la carità diventa lo strumento per costruire una pace concreta.
Cari amici e sostenitori Pro Terra Sancta,
La fragilità che caratterizza tutta la regione del Mediterraneo orientale rende il vostro aiuto a sostegno dei bambini e delle famiglie più povere di Terra Santa ancora più prezioso. A voi va tutta la nostra gratitudine e quella dei numerosi beneficiari raggiunti dai vari progetti sociali, educativi e culturali.
Anche l’anno 2025 è stato purtroppo un anno segnato dalla guerra costante a Gaza e in Cisgiordania, e a lunghi tratti anche in Siria e Libano dove continuano a registrarsi attacchi e violenze.
La singola persona, le famiglie e le piccole comunità sono al centro del nostro lavoro. La vostra generosità è divenuta feconda nei numerosi progetti che pro Terra Sancta ha potuto portare avanti, e si è trasformata in consolazione per tanti fratelli nel bisogno.
Il compito di pro Terra Santa vuole essere quello di promuovere una libera condivisione di risorse tra famiglie, comunità religiose, opere di carità, scuole, università e imprese. Sosteniamo assieme a voi chi si organizza per fare il bene, promuoviamo creatività e autonomia. Serve un nuovo modo di stare assieme, che possa generare comunione tra chi può sostenere e chi necessita di aiuto, consapevoli che tutti siamo bisognosi di ricevere e di dare.
San Francesco e i frati francescani hanno sempre cercato nella storia di orientare le ricchezze a favore della salute e dell’educazione dei poveri, e per sostenere la creatività di chi tra gli ultimi era in grado di produrre e distribuire beni e servizi primari, perché questi non fossero più di peso per la società. È nato così il concetto della fraternità, con il desiderio di superare la logica esclusiva del fare per la famiglia, per il parente, verso un fare per una società più giusta, raggiungendo tutti, senza barriere e distinzioni.
Per questo il nostro aiuto vuole raggiungere tutti, senza distinzioni di appartenenza etnica religiosa, e senza cancellare le differenze ma valorizzandole.
I poveri non rappresentano un problema ma una risorsa, il bisogno chiede nuove risposte creative, efficaci e sostenibili.
Si dona per ricevere, e si esercita la carità per unire gli uomini nella pace.
Da questo slancio e desiderio nascono i nostri progetti che tutti di voi sostenete con generosità e creatività.
Grazie!
Tommaso Saltini











