“Majus” in arabo significa “Magi”, e “Dar” è la traduzione di “casa”; perciò il bazar è “la casa dei Magi”, ovvero il luogo dove gli artigiani locali costruiscono dei doni pieni di significato e di valore.
Dal 2022, presso la Dar Al-Majus Community Home, è attivo a Betlemme il bazar Dar Al-Majus, un progetto equo e solidale che ha contribuito a mitigare i pesanti danni economici e sociali che la crisi del turismo religioso ha causato in Terra Santa.
Con una rete di trenta fornitori, tra i quali vi sono associazioni di cui fanno parte persone disabili, donne e artigiani locali, il bazar offre una varietà di prodotti di alta qualità: souvenir in legno di ulivo, ceramiche e terrecotte, oggetti d’argento e di madre perla, tessuti ricamati. Ogni acquisto presso il bazar contribuisce a sostenere le persone vulnerabili e i progetti umanitari che l’Associazione Pro Terra Sancta porta avanti a Betlemme, e regala ai visitatori la possibilità di portare con sé un ricordo tangibile dalla città di Gesù Bambino.
il Bazar ha assunto un ruolo attivo nel supportare i propri fornitori per aiutarli a migliorare i loro prodotti e a gestire al meglio le loro attività; in questo modo alla promozione della tradizione e della produzione locale palestinese si affianca un impatto positivo sulla vita delle persone coinvolte.
Nel 2025 questa missione si è ulteriormente rafforzata su più fronti.
Formazione e imprenditoria femminile
Attraverso il programma di imprenditoria sociale implementato dal Dar Al-Majus , tre microimprenditrici locali hanno ricevuto un percorso integrato di formazione, fornitura di attrezzature e sviluppo di prodotto con risultati concreti: alcuni dei loro articoli hanno partecipato con successo alla Fiera dell'Artigianato di Milano tenutasi a Dicembre 2025 . Complessivamente, 67 persone hanno beneficiato di attività di skill training per un totale di oltre 647 ore formative, e tre individui hanno completato percorsi di formazione on-the-job della durata di almeno sei mesi. Abbiamo inoltre ospitato otto tirocinanti dell'Università Dar al-Kalima, sei del dipartimento di moda e due di fotografia, impegnati nello sviluppo di prodotto, nella produzione e nella promozione del brand.
Collaborazioni e progetti speciali
Il 2025 ha visto nascere collaborazioni significative legate alla comunità di Gaza: con Kenar Embroidery e la calligrafia araba di Hany Sarsour sono stati sviluppati prodotti venduti attraverso il bazar, generando reddito diretto per gli artigiani coinvolti. È in fase di finalizzazione anche un ricettario realizzato con donne gazawi residenti a Betlemme, Recipes of Resilience, di cui sono previste 150 copie nel 2026, con un packaging in tessuto sviluppato appositamente nei laboratori DAMJ.
Parallelamente, i laboratori Healing Through Art per l'SOS Children's Village hanno coinvolto 37 bambini e 12 caregiver in 64 attività di arte terapia: alcune delle opere realizzate sono state trasformate in prodotti concreti, borse, grembiuli, cuscini, utili alla comunità del villaggio.
Dar Al-Majus vuole essere un esempio di come l'innovazione e la solidarietà possano aiutare a superare le difficoltà, di come attraverso l'arte e la collaborazione si possano abbattere le barriere culturali e affrontare le situazioni più complesse. In un momento di crisi economica come quello che sta vivendo Betlemme è fondamentale mantenere viva l'economia locale, preservando la ricchezza della tradizione del luogo e contribuendo a migliorare la vita delle persone che lo popolano.











