Nel dicembre 2016 le truppe governative siriane hanno recuperato il possesso della parte Est di Aleppo. La città è stata ridotta ad un cumulo di macerie e esattamente dieci anni dopo, nel 2026, Aleppo è stata colpita da una nuova crisi umanitaria, dovuta agli scontri tra le forze democratiche e quelle governative. Ancora oggi, Aleppo Est paga l’altissimo prezzo della riconquista e dell'instabilità. Qui, aiutiamo le fasce più bisognose della popolazione, attraverso il sostegno al progetto “Un nome e un futuro”.
Emergenza Educativa
In Siria c’è una gravissima emergenza scolastica ed educativa: secondo i dati ufficiali quasi 4 milioni dibambini del paese sono a rischio di abbandono scolastico o già fuori dalla scuola. Il costo della rettascolastica in Siria è un onere insostenibile per la maggior parte delle famiglie siriane: lo stipendio mediodi un impiegato statale non supera i 15$ al mese.
Alla problematica dei costi proibitivi si aggiunge il fenomeno della mancanza di docenti qualificati, molti dei quali sono infatti emigrati all’estero seguendo il flusso di sfollamento che ha colpito il paese dopo lo scoppio della guerra civile; i docenti rimasti si trovano costretti a cercare nuove entrate economiche fornendo lezioni private, e ciò va spesso a discapito del loro impegno educativo all’interno delle scuole pubbliche o private. Le famiglie sono così impossibilitate a sostenere il peso economico di una formazione completa per i propri figli, i quali finiscono in molti casi per lasciar perdere, dedicandosi piuttosto a un lavoro che possa contribuire alla sopravvivenza della propria famiglia.
Un nome, un futuro: i nostri tre centri ad Aleppo Est
Il progetto Un nome, un futuro nato grazie agli sforzi congiunti del vicario apostolico di Aleppo, mons. George Abou Khazen, del padre francescano Firas Lufti e del Muftì aleppino Mahmoud Akam, offre cura e protezione a tutti i bambini orfani ed abbandonati di Aleppo Est. In particolare si occupa dei bambini nati dai frequenti episodi di violenza sessuale subiti dalle donne siriane durante la guerra, i quali vengono spesso emarginati e disprezzati, insieme alle loro madri, come portatori di peccato. Addirittura ai neonati è di frequente impedito l’accesso all’anagrafe, e quindi ai diritti di cui godono i cittadini di Aleppo: il progetto vuole battersi per dare a questi bambini un nome, e quindi un futuro.
Attraverso i tre centri di Aleppo Est - Karam Al-Daada, Al-Shaar e Al-Maysar - il programma offre un sistema integrato di servizi nei quartieri più poveri della città. Nel 2025 ha raggiunto 2.301 beneficiari nei programmi educativi, tra cui percorsi di recupero per chi ha abbandonato la scuola, esami ufficiali di terza media e maturità, e corsi di alfabetizzazione per 534 donne. 277 bambini con disabilità ricevono sessioni riabilitative ed educative, mentre 576 bambini partecipano ad attività di life skills.

Il sostegno alle donne di Aleppo Est: tra formazione professionale e elaborazione del trauma
Alle donne, vittime di abusi e violenze durante il controllo jihadista dell’area, viene offerta una possibilitàdi riscatto: quando Aleppo è stata liberata queste donne sono rimaste sole, incapaci di provvedere alproprio sostentamento e impaurite dalla possibilità di riconoscere i propri figli. Per poter ricominciare avivere con dignità e autonomia queste donne hanno bisogno per prima cosa di lavorare: “Un nome unfuturo” offre quindi loro percorsi di inserimento professionale e di avvio di attività autonome grazie a sistemi di microcredito. Il lavoro rappresenta il primo passo verso l’autonomia e dà modo alle donne di ritrovare il riconoscimento sociale che meritano.
Oltre a formazione professionale e microcredito - tutte modalità volte alla riacquisizione dell'autonomia personale e sociale - le donne vittime di violenza necessitano un accompagnamento nell'elaborazione del trauma. Il progetto, infatti, si occupa anche di garantire loro un adeguato sostegno psicosociale. Nel 2025, i beneficiari di questo supporto hanno raggiunto la quota 1045. Sono inoltre garantite visite pediatriche gratuite.

La vita comunitaria e culturale
Il programma sostiene anche la vita comunitaria e culturale: conferenze sul ruolo dei cristiani in Siria, attività per i talenti giovanili che hanno coinvolto 120 ragazzi e ragazze, il centro 1,2,3 Hope, Love, Life for Peace con oltre 900 beneficiari, e le iniziative musicali dei cori Ensemble Classica e ARPA, che portano bellezza e coesione in contesti segnati dalla fatica quotidiana.











