Conservare il futuro, educare alla bellezza

Palestina/Gerico

CONTESTO & OBIETTIVO

Gerico è una città della Palestina posta in prossimità del fiume Giordano. Anche se non si trova direttamente sulla strada che collega la Galilea a Gerusalemme, venne visitata da Gesù durante l’ultimo viaggio prima della passione. A Gerico si ricorda inoltre l’episodio di Zaccheo, arrampicatosi su un sicomoro per poter scorgere Gesù che passava tra la folla. Da secoli, i frati francescani della parrocchia di Gerico sono a fianco delle famiglie bisognose, non solo come guida spirituale, ma anche come sostegno concreto alle difficoltà dei più poveri, in particolare curando l’educazione di tanti bambini e giovani.

A Gerico l’Associazione pro Terra Sancta sostiene regolarmente la formazione di giovani mosaicisti presso il Mosaic Centre fondato dal francescano fra Michele Piccirillo, per garantire un futuro ai giovani della città e preservare il patrimonio culturale del territorio. Abbiamo avviato anche dei corsi di italiano e inglese destinato ai giovani, specialmente per chi lavora in campo culturale e artistico, con l’obiettivo di garantire la giusta educazione, ma anche un luogo di incontro e amicizia.

ATTIVITA’

  • Supporto alla formazione per giovani e promozione di attività culturali.
  • Corsi di italiano per giovani.
  • Conservazione del patrimonio culturale.

BENEFICIARI

  • Mosaicisti attraverso la creazione di lavoro.
  • La popolazione locale attiva in iniziative culturali e sociali.
  • I pellegrini in visita.

Costruire le persone: storia dell’architetto Osama Hamdan

“Ho finito la specializzazione in architettura nel 1994, in Italia. Quindi ho deciso di tornare qui per ricostruire il Paese”. Esordisce così il racconto di Osama Hamdan, palestinese, classe 1960. Niente di più e niente di meno: una laurea in architettura in Italia e il ritorno a casa, a Gerusalemme, per aiutare a ricostruire la società. Un incipit normale, di una storia comune, ma la vita di Osama è tutto tranne che questo. La specializzazione in valorizzazione del patrimonio culturale e naturale e il desiderio forte di “cambiare il mondo, cambiare le cose” sono solo gli elementi base di quella ricetta che poi sarà la sua vita. “Quando siamo tornati, io e mia moglie Clara, non avevamo nulla”, racconta Osama “nemmeno un tavolo a cui sederci per mangiare.

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Lavoravo su alcuni progetti legati al Ministero dei Beni Culturali palestinese. Non era facile allora, ma c’erano davvero moltissime possibilità, il lavoro era molto ed eravamo tutti molto speranzosi. Soprattutto, il desiderio di cambiare la società era grande e questo mi dava e ci dava forza”. In breve tempo la grande professionalità di Osama lo porta a ad occuparsi di progetti sempre più impegnativi. Lì, ha la prima grande intuizione: “Per costruire la società, capii che dovevo prima costruire le persone. C’era poca consapevolezza del valore del patrimonio che abbiamo e quindi iniziai a far crescere specialisti”. Da allora si occupa soprattutto di progetti di formazione, viaggiando da sud a nord della Cisgiordania. “Partivo presto la mattina e prima delle dieci di sera, non ero mai a casa”.  Una vera passione, quella di Osama Hamdan, anche perché a lui non ne veniva niente, o molto poco. “Tempi duri”, ripete ancora, destinati a diventare ancora più duri. In quel periodo infatti, inizia ad accorgersi della difficoltà di lavorare all’interno del Ministero. “Ero stato un po’ ingenuo allora e molto ottimista rispetto alla costruzione del Paese. Non era così facile: ogni due per tre incontravi un muro”. Insomma per lui è una grande delusione. Quasi da voler mollare tutto per tornarsene in Italia. Nel 2000 avviene l’incontro con l’uomo che, ci dice, “mi ha letteralmente cambiato la vita”. Si tratta di padre Michele Piccirillo, archeologo francescano di fama mondiale. Ben presto Osama inizia a collaborare con lui e decide di mollare il Ministero. Sulla scia di questo incontro nasce nel 2002 il Mosaic Centre Jericho, che si occupa di restauro e produzione di mosaici su tutto il territorio. E iniziano anche le numerose collaborazioni con esperti dall’estero e – poco tempo dopo – con l’Associazione pro Terra Sancta. Accanto al restauro, da sempre l’appassionata e difficile formazione dei giovani. “Il Mosaic Centre non è solo restauro di mosaici, era ed è l’inizio di realizzazione di quel progetto di cambiamento della società che mi porto dentro dall’inizio. Anche qui avevamo numerosi progetti, a Gerico, a Ramallah, a Birzeit e perfino in Giordania e in Siria. Allora si poteva viaggiare anche lì. Ma la nostra principale preoccupazione era che i ragazzi e le ragazze palestinesi iniziassero a prendere coscienza del bello, dell’arte, insomma che divenissero persone complete”. Ancora oggi, a quasi vent’anni dal suo inizio, il Mosaic Centre si occupa di restauro del patrimonio e di formazione continua dei ragazzi. Oltre a ciò, vi è anche la produzione di mosaici secondo le tecniche palestinesi antiche. “Ci arrivano richieste da tutto il mondo!”, esclama Osama soddisfatto. “Non è stato facile, e non lo è tutt’ora: ogni volta bisogna ricominciare da capo, c’è una grande disillusione generale”. Ma quando gli chiediamo se lo rifarebbe daccapo e perché, lui non ci pensa due volte “Assolutamente si!” Risponde, “la Palestina e questi ragazzi si meritano veramente di più! Ora iniziamo ad avere anche riconoscimenti da parte di altri e pian piano qualcuno cambia. Basta davvero poco eh, ad esempio che i ragazzi imparino che un sito di restauro non si lascia in disordine e che i bicchieri di plastica vanno raccolti. Che è più bello così. A me basta anche solo questo, che ci sia una crescita di consapevolezza!”  Sorride Osama Hamdan: “non sono ricco, sto bene, sto meglio di quando ho iniziato certo, ma non sono ricco. Ma non venderei nessuna di queste piccole conquiste per una vita più facile senza principi”. Da alcuni anni Osama è responsabile dei progetti di conservazione e sviluppo in Palestina e dal 2018 è a capo del progetto di Associazione pro Terra Sancta a Betania, finanziato da AICS e da alcune fondazioni private.

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