Betlemme: una nuova macchina per il LifeGate Rehabilitation Centre

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Delle circa 170.000 persone con disabilità presenti in Palestina, il 53% sono analfabeti a causa dell’impossibilità a seguire i normali corsi scolastici o addirittura ad accedere ad una carriera formativa, e circa l’87% sono conseguentemente disoccupati, totalmente a carico delle famiglie o, nei casi più sfortunati, delle istituzioni che sono in grado di accoglierli.

Una perla in questo problematico deserto è il centro LifeGate Rehabilitation di Betlemme, fondato nel 1991 ed ampliato nella moderna sede attuale solo 4 anni fa. La struttura accoglie 120 bambini e ragazzi con diverse disabilità, per istruirli dalla più tenera età e seguirli passo dopo passo fino al diploma. Segue poi il tentativo di inserirli in ambito lavorativo, con il supporto di insegnanti, assistenti sociali, terapisti specializzati ed artigiani professionisti.

Associazione pro Terra Sancta collabora con l’istituto per il suo riammodernamento e, grazie a generosi contributi privati, recentemente è riuscita a procurare una stiratrice a rullo per la lavanderia interna. Il locale permette di mantenere attivo un servizio di lavaggio biancheria per clienti esterni in modo da indirizzare in maniera concreta i ragazzi e le ragazze del centro ad una possibile professione futura.

Tra questi c’è Ilhaam, ha 21 anni e si porta dietro un lieve ritardo mentale. “Nessuno mi avrebbe mai dato un lavoro in questo Paese”, racconta, “quelli come me sono considerati inutili”. È timida, ma quando parla del suo lavoro sorride sempre. Sistema con cura le lenzuola lavate: adora vederle tutte in ordine, pulite e ben piegate a fine lavoro. Sa che andranno in un hotel e che devono essere perfette. In lavanderia è contenta, è autonoma e non si ferma un attimo. “Tra qualche anno mi vedo in un hotel a lavorare!” Esclama alla fine, con una rinnovata speranza. Una cosa del genere, fino a qualche anno fa non poteva nemmeno immaginarsela.

Dopo quasi 13 anni nel centro, Maraam qui conosce tutti. Ha 45 anni, per questo fa un po’ da mamma. Persino a casa è diventata un punto di riferimento per i suoi familiari, perché ha imparato a leggere e scrivere correttamente e può aiutare gli altri a fare lo stesso. Non dice niente perché è sordomuta, ma la faccia dice tutto. Ha imparato il linguaggio dei segni e a leggere il labiale. Ora fa da assistente e insegna in lavanderia. Per questo i responsabili del centro se la tengono stretta. Da parte sua, è contenta di poter aiutare i più giovani ad imparare il mestiere. Anche lei era emarginata e considerata un peso e invece ora la cercano in tanti, le chiedono consiglio e non possono fare a meno di lei.

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