Dicembre 2017

Natale a Betlemme: i piccoli segni di una speranza grande

Non c’è bambino al mondo che non aspetti il Natale, la festa più attesa di tutto l’anno. Ma come lo vivono i bambini di Betlemme, la città dove è nato Gesù?

bambini betlemme“Anche in questa casa, oggi, è arrivato un angelo. Grazie di cuore!”. Hana, 22 anni, ha appena ricevuto da noi un buono di un mese per comprare il latte per il suo piccolo Aram, che è appena nato.  È commossa Hana e non trova più parole per ringraziarci. Insieme a suo marito e ai suoi due figli, vive a pochi passi dalla Basilica della Natività di Betlemme. “Ogni giorno – continua –, prego Dio da questa finestra e, attraverso di voi, Lui oggi mi ha aiutato ancora una volta”. Fino ad una settimana fa infatti lei e il marito erano molto preoccupati, perché nonostante il loro duro lavoro, non avevano nemmeno i soldi per comprare il necessario per il mantenimento dei figli. “Figurarsi per i vestiti nuovi o i giocattoli”, aggiunge Hana. “Oggi però possiamo sperimentare nuovamente la speranza del Natale e scoprire ancora una volta che non siamo soli. Quindi grazie di cuore”. Come tante altre famiglie, anche quella di Hana e Aram è assistita da Associazione pro Terra Sancta in questa “campagna del latte”, attraverso l’FSSO (Franciscan Social Service Office), la caritas francescana che ogni settimana ascolta e accoglie le richieste di tante famiglie bisognose di Betlemme, le quali vivono grandi disagi a causa della situazione politico-sociale della loro terra.

Insieme al piccolo Aram, è Natale anche per Mariam, Nadir e Bishar, gli unici tre bambini cristiani che frequentano la scuola materna delle suore francescane missionarie nel Campo profughi di Aida a Betlemme. Con loro tanti altri bambini di fede islamica cantano A salaam, il ritornello di una celebre canzone araba di Natale. “Salaam in arabo significa ‘pace’ – racconta suor Luis – ed è quello che questi bambini desiderano più di tutto per Natale. Loro respirano la violenza più di tutti e soprattutto in questo periodo soffrono della situazione. Guardate qui fuori, questo muro, è deprimente! Ma a volte basta un piccolo gesto d’aiuto, una carezza e una preghiera per vederli sorridere, per portare la gioia del Natale”. Un piccolo gesto che oggi, all’asilo del campo profughi di Aida, è arrivato con la visita di Babbo Natale!


natale betlemme
Yussef, invece, come tanti suoi coetanei sta aspettando le vacanze di Natale e in questi giorni sta studiando intensamente prima della chiusura delle scuole. Grazie a un donatore che ha aderito al progetto di Sostegno a Distanza, ha la possibilità di frequentare serenamente la terza elementare del Terra Sancta School, l’istituzione francescana che solo a Betlemme accoglie 1170 ragazzi. “Per otto anni ho abitato in città vecchia – racconta Yussef tra i suoi cari libri – ma poi mamma e papà non trovavano più lavoro e sono caduti in depressione… C’erano tanti problemi in casa e non potevo più stare con loro”. Oggi Yussef vive nella bellissima Casa del Fanciullo dei frati francescani che accoglie insieme a lui tanti altri ragazzi afflitti da disagi familiari. Anche i suoi genitori sono seguiti dal centro sociale francescano e lui è sereno. Anche se “mi manca la mia vecchia casa – dice – però ho una gran fortuna: vivo ancora accanto al luogo dove Gesù è nato e questo mi dà tanta speranza. Tra qualche giorno sarà Natale e io spero di ricevere qualche libro perché mi piace studiare e da grande vorrei fare il dottore, per aiutare coloro che vivono una grande sofferenza, come i miei genitori”.

Molti altri bambini di Betlemme, a causa di disabilità o malattie croniche, non riusciranno a betlemme bambini aidafesteggiare il Natale con i loro cari o compagni, come quelli della Casa Hogar Nino Dios, la struttura che ospita bambini affetti da gravi malattie psico-fisiche. Anche per loro, a due passi dalla Grotta, così come per Aram, Mariam, Nadir, Bishar e Yussef, il Natale arriverà anche grazie all’aiuto e il sostegno.

E a Natale anche loro, come tutti i bambini, potranno gioire per la nascita di Gesù, che ha scelto quel luogo come prima casa.

A Natale sostieni anche tu i bambini di Betlemme!

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