Nel convento Muski: la Custodia di Terra Santa in Egitto

Giovanni Caccialanza29 Luglio 2022

“Un centro di Studi orientali sul cristianesimo. È su questo che vogliamo lavorare oggi”. A parlare così, con soddisfazione, è padre William Faltas, francescano della Custodia di Terra Santa e padre guardiano del convento Muski, nella capitale del Cairo.

Padre William parla del Centro francescano di studi orientali cristiani, sorto proprio presso il quartiere Muski del Cairo già nel 1954, su iniziativa della Custodia francescana di Terra Santa. “Il centro è importante”, prosegue padre William, “perché lì si possono trovare numerosi manoscritti, parecchie icone, oggetti antichi…”. E in effetti, nel corso della ormai più che cinquantenaria esistenza, il centro di studi ha visto espandersi la propria raccolta di materiali.

Inizialmente una semplice biblioteca, a poco a poco ha acquisito numerosi beni storico-culturali che oggi affollano le sue sale.

Il Centro studi come luogo d’incontro

Ed è interessante notare, come sottolinea anche padre William, che accanto ai manoscritti e agli oggetti inerenti alla storia dei latini in Egitto, figurino anche numerose icone e molti oggetti provenienti da tradizioni differenti da quella cattolica.

Il centro, infatti, oltre ad essere aperto allo studio di tutto il cristianesimo in Oriente – e dunque non solo del cattolicesimo – si presenta come un vero e proprio luogo d’incontro delle varie anime di questa religione in una Terra che le pone una accanto all’altra in un mosaico unico.

E poi, questo centro di studi cristiani nasce con una vocazione particolarissima alla conoscenza a tutto tondo. Se si legge, infatti, la storia della fondazione di quest’ente, si scopre che, inizialmente, si era pensato di dedicare i corsi da svolgere al suo interno a soggetti tratti dalla religione islamica e dal mondo arabo in genere.

Insomma, questa strana specie di ‘Università cattolica’ egiziana si pone davvero come un luogo di approfondimento e di interrogazione del mondo arabo, cristiano e non solo, che presuppone un intenso dialogo tra le numerose – e disparate – correnti che lo popolano.    

Il cambiamento del quartiere Muski

È questo che fa del Centro francescano di studi orientali cristiani un progetto rilevante, che va preservato con attenzione. Lo sottolinea anche padre William, sostenendo che oggi il lavoro più grande consiste nel “realizzare per bene un centro moderno”, che possa impiegare al meglio “il bel terreno che è stato donato ai francescani proprio nei pressi del convento”.

Terreno che, per l’appunto, si trova nel quartiere Muski della capitale egiziana del Cairo. È qui che sorge, sin dal XVII secolo, la parrocchia francescana della città. Florida fino ai primi anni del Novecento, la chiesa di Santa Maria Regina d’Egitto, sede cattedrale, ha visto diminuire drasticamente il numero dei fedeli durante la seconda, convulsa metà del secolo. Fu un periodo in cui l’Egitto visse grandi sconvolgimenti, esodi di massa e una grande divaricazione tra ricchi e poveri.

Il Muski divenne un quartiere piuttosto squallido, abitato spesso da persone indigenti, avvolto perennemente da una nuvola di grigio denso che il traffico continuo non aiuta affatto a diradare.

Il quartiere Muski

Pro Terra Sancta accanto ai francescani

Qui i francescani hanno cominciato a strutturare progetti di assistenza e di istruzione nei confronti delle persone più deboli. E Pro Terra Sancta ha assistito il convento del Muski in queste iniziative.

Come ha sottolineato padre Faltas: “Pro Terra Sancta aiuta molto i poveri del quartiere. Possiamo assistere, in questo modo, i bambini (abbiamo di recente provveduto a far adottare quattro gemelli che sono nati lì e a cui la famiglia non poteva provvedere) così come gli anziani e le vedove, che spesso hanno bisogno di una mano per le spese mediche. Grazie a Pro Terra Sancta stiamo anche aiutando un orfanotrofio fuori dal Muski, presso Bur Saied [porto Said, n.d.r.]”.

E poi, accanto all’assistenza economica, ci sono progetti di vera e propria promozione delle persone. Delle scuole abbiamo già parlato altrove, e abbiamo visto che si sta rinnovando l’impegno per il centro di studi cristiani. Accanto a ciò, un risultato notevole è costituito dalla sostituzione di alcuni letti per i malati nell’ambulatorio medico che sorge nei pressi del convento del Muski: “i vecchi ‘banchi’ per i malati” – dice così padre Faltas – “erano rotti: rischiavano di strappare i vestiti dei malati, quando non provocavano anche delle escoriazioni o delle ferite. Li abbiamo cambiati, e adesso abbiamo preso delle nuove strumentazioni per la degenza”.

Un impegno a crescere

E accanto al convento del Muski, il sostegno di Pro Terra Sancta si rivolge a tante altre realtà cattoliche che operano presso Il Cairo. È lo stesso padre Faltas a citarne due, come esempio: “Le suore di Saint Vincent de Paul e le suore Elisabettiane”. Anche per quanto riguarda queste congregazioni, l’impegno nell’assistenza e nella promozione dei più poveri costituisce la più consistente ragion d’essere della loro missione.

“Pro Terra Sancta ci assiste in modo davvero prezioso”, conclude padre William, confermando le cifre riportate sul bilancio sociale relativo all’anno 2021, “e speriamo quest’anno di poter dedicare parte dei fondi al centro di studi, per poterlo rendere un centro moderno, per farlo per bene”.