L'Egitto non è solo un vicino geografico della Terra Santa, ma il terreno su cui millenni di storia, fede e diplomazia hanno intrecciato un profondo legame.
Dalla Fuga biblica della Sacra Famiglia all'incontro profetico tra San Francesco e il sultano al-Kamil, questa terra ha agito come un santuario e un crocevia per cristiani, musulmani ed ebrei.
Delle radici spirituali abbiamo parlato approfonditamente nell'articolo: Perché la terra d’Egitto è considerata Terra Santa?
Egitto, una vocazione diplomatica millenaria
A livello storico, l'Egitto ha spesso svolto il ruolo di mediatore tra Oriente e Occidente, in un contesto di alleanze e conflitti. Nell'Antico Egitto, Ramses II concluse un trattato di pace con gli Ittiti dopo la Battaglia di Qadesh (1258 a.C.), uno dei primi accordi mai documentati.
Nel Medioevo, questa vocazione al dialogo si manifestò in chiave interreligiosa. Nel 1219, durante la Quinta Crociata, San Francesco d’Assisi incontrò il sultano Malek al-Kamil a Damietta. Questo contribuì all'instaurazione della presenza francescana in Terra Santa.

Il Novecento: dall'identità nazionale al Panarabismo
ll XX secolo ha segnato la trasformazione dell'Egitto in un attore chiave della geopolitica moderna. Ottenuta l'indipendenza formale dal Regno Unito nel 1922, il Paese ha vissuto una svolta radicale con la Rivoluzione del 1952.
Sotto la guida di Abdel Nasser, l'Egitto si è sollevato contro una monarchia percepita come corrotta e indebolita dalla sconfitta nella prima guerra arabo-israeliana (1948). Nasser, infatti, non fu solo un leader nazionale, ma il simbolo del Panarabismo e del Movimento dei Non Allineati. Nazionalizzò il prezioso Canale di Suez nel 1956: una sfida frontale al colonialismo dell'epoca e un atto che consacrò l'Egitto come guida politica del mondo arabo.
L’Egitto di Camp David
La traiettoria diplomatica egiziana ha trovato un punto di rottura e di svolta con Anwar Sadat. Nel 1978, con la mediazione di Jimmy Carter, Sadat firmò gli Accordi di Camp David con Menachem Begin.
Questo storico trattato, il primo tra uno stato arabo e Israele, portò alla restituzione del Sinai ma ebbe un costo altissimo:
- L'isolamento: L'Egitto fu temporaneamente espulso dalla Lega Araba.
- La questione palestinese: L'accordo fu criticato per non aver garantito una soluzione equa per il popolo palestinese.
- Il sacrificio di Sadat: La sua scelta diplomatica fu una delle cause scatenanti del suo assassinio nel 1981.

L'Egitto oggi
Sotto la presidenza di Abdel Fattah al-Sisi, l'Egitto mantiene oggi un ruolo mediatore a livello geopolitico. Attraverso il controllo del valico di Rafah, il Paese agisce come canale di comunicazione fisico e politico tra Hamas, Israele e l'Autorità Palestinese. Si tratta di un approccio pragmatico, seppur spesso al centro di critiche internazionali per la sua complessità e le implicazioni umanitarie.
Oltre la storia, l'Egitto di ieri
Oltre alle dinamiche politiche, il legame più profondo tra Egitto e Terra Santa è custodito nei luoghi. Secondo la testimonianza del patriarca Teofilo (V secolo), sono almeno 25 i siti sacri che hanno dato rifugio alla Sacra Famiglia. Questi luoghi, oggi candidati a diventare Patrimonio UNESCO, rappresentano un'eredità che non appartiene solo al passato, ma definisce l'identità spirituale del Paese:
- Al-Muharraq (Assiut): sul Monte Qusqam, dove la Famiglia dimorò per sei mesi. Il suo monastero è considerato dai fedeli una "Seconda Gerusalemme".
- Al-Matariya (Cairo): dove si trovano il Sicomoro della Vergine Maria
- Sakha: celebre per la pietra che custodisce l’impronta del piede di Gesù Bambino.
- Deir Dronka e il Monastero di San Giorgio: tappe suggestive lungo le sponde del Nilo che ancora oggi, come secoli fa, attirano pellegrini da ogni angolo del mondo.











