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WIP: l’imprenditoria sociale tra la Siria e il Libano 

13 Febbraio 2026
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WIP: l’imprenditoria sociale tra la Siria e il Libano 
WIP: l’imprenditoria sociale tra la Siria e il Libano 

Il progetto WIP (Work in Progress) ridefinisce il concetto di aiuto umanitario tra Siria e Libano. In questa intervista, Teresa Cinquina ci racconta come il passaggio dall'assistenzialismo all'imprenditoria sociale stia ridando speranza in territori devastati

Il progetto WIP (Work in Progress) non è solo un fondo di investimento. È una mano tesa in territori dove pianificare il domani sembra un lusso impossibile. Attivo tra Damasco, Aleppo e il Libano, il progetto sostiene la micro-imprenditoria locale non solo con fondi economici, ma con un percorso di coaching personalizzato. Abbiamo approfondito i dettagli di questa iniziativa con Teresa Cinquina, referente del progetto, rientrata da una recente missione a Damasco.

WIP. Cosa significa e come nasce?

WIP sta per Work in Progress e la storia di questo progetto non è banale. Avevamo iniziato ad occuparci di micro imprenditoria già nel 2018, ad Aleppo e WIP nasce, infatti, da una consapevolezza maturata sul campo: ci si è accorti che l'aiuto alla micro-imprenditoria, prima che economico, doveva essere un aiuto di sostegno all’imprenditore.

In quegli anni la Siria viveva (e tuttora vive) in un contesto di instabilità economica: fino a poco tempo fa l'embargo isolava totalmente il Paese, rendendo quasi impossibile reperire materiali o esportare prodotti. A questo si è aggiunta l'iperinflazione che ha polverizzato il potere d'acquisto, un fenomeno che colpisce drammaticamente anche il Libano.

Da qui nasce l'idea del coach: una figura che non si occupa solo di numeri, ma che offre un supporto costante in contesti segnati da questi fenomeni. WIP aiuta a recuperare la capacità di pianificare il futuro, restituendo dignità a chi, pur avendo studiato e coltivato passioni, si ritrova costretto a lottare ogni secondo per la pura sopravvivenza.

Sessione di formazione a Damasco

Di recente, sei stata in Missione in Siria, a Damasco. Che esperienza è stata?

Il progetto WIP ha radici profonde proprio a Damasco: è qui che sono nate le prime edizioni. Oggi siamo arrivati alla sesta edizione del programma nella capitale siriana, mentre in Libano siamo alla quarta e ad Aleppo alla terza.

La mia missione a Damasco ha avuto uno scopo molto concreto: incontrare gli imprenditori della quinta edizione. Prima di arrivare alla fase finale, infatti, ogni candidato riceve una formazione specifica attraverso un coaching personalizzato: non si tratta solo di fornire strumenti tecnici, ma di affiancare la persona nella costruzione di una visione solida per la propria attività.

Solo dopo aver completato questa preparazione e aver redatto un business plan dettagliato, i progetti approdano alla fase di valutazione. A Damasco facevo parte della commissione di selezione e la cosa che più mi ha colpito è stata la voglia della gente di rimettersi in gioco.

Vedi persone che, nonostante il contesto drammatico, riescono a scorgere un’opportunità per sé e per gli altri. C’è chi punta al micro-business per garantire una vita dignitosa ai propri figli, e chi guarda ancora più lontano, vedendo nell'impresa un modo per ricostruire il tessuto sociale del proprio quartiere.

Qual è l’aspetto fondamentale del progetto WIP?

Uno degli aspetti più interessanti di WIP è la capacità di rispondere a gravi mancanze sociali attraverso il business. Penso all’ostetrica di Damasco o a chi apre ambulatori di primo intervento nelle periferie di Aleppo, dove malattie come la leishmaniosi sono emergenze quotidiane. Queste persone non offrono solo cure, ma lo fanno con la dignità di chi costruisce un’attività strutturata che resta nel tempo.

Ad oggi, il contesto siriano è cambiato: durante la fase acuta del conflitto, l'intervento umanitario era focalizzato sulla sopravvivenza immediata. Oggi, sebbene quel bisogno di assistenza di base sia ancora presente e necessario, non è più l'unica risposta. La popolazione che abbiamo sostenuto nell'emergenza ha bisogno di affiancare al soccorso quotidiano una prospettiva diversa. Per questo WIP nasce come un'evoluzione naturale: non ignora l'urgenza, ma trasforma l'aiuto in un investimento per il futuro.

Puntiamo tutto sulla relazione one-to-one per rendere le persone protagoniste della propria rinascita e non solo 'beneficiari'. Passare dall'assistenza all'imprenditoria sostenibile significa riconoscere che le persone hanno riacquisito la forza di progettare. Questo si crea attraverso un legame di fiducia e responsabilità reciproca.

Presentazione dei business plan in Siria

Cosa significa per un imprenditore in Siria e in Libano ricevere questo supporto?

Significa ricevere una forma di giustizia. Mi ha commosso particolarmente la storia di una dentista a cui avevano bombardato la clinica: per lei, poter riaprire lo studio non è stato solo un successo economico, ma il recupero di qualcosa che la guerra le aveva strappato ingiustamente. Fare impresa in Siria oggi significa scommettere su un rischio incalcolabile. Il nostro obiettivo, però, è intercettare chi è rimasto per permettergli di creare un pezzo di futuro nella propria terra.

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