Egitto

Perchè l’Egitto è Terra Santa?

Veronica26 Luglio 2022

Vi siete mai chiesti perché la terra d’Egitto è considerata Terra Santa?

Troviamo una prima risposta nel Vangelo di Matteo al seguente passo: “Essi (i Magi) erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo”.

Sappiamo che Giuseppe partì subito con la Vergine Maria e il bambino, che, secondo fonti storiche, al tempo aveva uno o due anni, e si incamminarono verso l’Egitto. Come è noto, re Erode, dopo che i Magi non fecero ritorno da lui, ordinò il massacro di tutti i bambini che abitavano Betlemme e villaggi vicini. L’episodio è conosciuto come “strage degli Innocenti”.

Deir Dronka
Monastero San Giorgio

Sulle orme della Sacra Famiglia

Giuseppe decise di rimanere nella terra d’Egitto per circa tre anni, fino alla morte di Erode.

Al ritorno, tutti e tre andarono ad abitare in una città della Galilea, a Nazaret, «perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: “Sarà chiamato Nazareno”».

Il bambino Gesù passa dunque i primissimi anni della sua vita in terra straniera per aver salva la vita. I Vangeli non ci dicono come la Sacra Famiglia visse i tre anni in Egitto. Quello che è certo è che i cristiani copti sono da secoli estremamente legati a questa fuga, che per essi rappresenta la presenza fisica di Cristo “a casa loro”

I cristiani copti sono considerati la più grande minoranza cristiana del Medio Oriente e rappresentano il 10% della popolazione.

È piuttosto incerto il percorso e i punti di sosta che la Sacra Famiglia toccò durante la fuga in Egitto. Secondo tradizioni millenarie, i luoghi in cui sostarono sono almeno 25 e in ognuno di essi sorge oggi una chiesa o un monastero. 

Monastero Taweirat
Monastero Santa Maria

Tra testimonianze e fede

Dato che i Vangeli non ci dicono nulla sui luoghi in cui visse la Sacra Famiglia in Egitto, gran parte della tradizione copta si basa sulla testimonianza di Teofilo, patriarca della Chiesa copta intorno al 500. A lui vennero rivelati in sogno i luoghi toccati da Gesù, Giuseppe e Maria. 

Insieme alla testimonianza del patriarca Teofilo vanno aggiunte una viva tradizione locale e una grande eredità di fede che, ad esempio, considera Sakha il luogo in cui giace una pietra recante l’impronta del piede di Gesù Bambino e Al-Matariya come il punto in cui sorge un sicomoro che offrì riparo alla Vergine Maria. Si ritiene che il nome di Al-Matareya derivi dalla parola latina “mater“. Di fianco a questo sicomoro dal tronco contorto nacque una fonte d’acqua miracolosa che continua a richiamare fedeli e pellegrini da tutto il mondo. Purtroppo, l’Albero della Vergine Maria al Cairo venne danneggiato da ignoti nel 2013. 

Tre anni fa, l’Arcivescovo del veneratissimo sito di Al-Muharraq, padre Philxenous Al Muharraque, si è detto molto contento che le autorità egiziane abbiano chiesto la candidatura della Via della Sacra Famiglia come sito protetto dall’Unesco.

Tra i numerosi siti venerati, uno dei più celebri è il monte Qusqam, dove, secondo la tradizione, il falegname Giuseppe, la Vergine Maria e il Bambino Gesù dimorarono per sei mesi. È qui sorge il monastero più venerato dai cristiani copti: Dayr Al-Muharraq, citato in precedenza. Ci troviamo nel governato di Assiut nell’Alto Egitto e questo complesso fa parte della diocesi copta ortodossa di Al-Qusia. All’interno di questo enorme complesso si trova la chiesa della Beata Vergine Maria. I cristiani copti di Etiopia sono talmente devoti a questo sito che lo considerano una “Seconda Gerusalemme”.  

Monastero al Cairo

La presenza dei francescani in Terra Santa ha la sua origine in Egitto

I francescani della Custodia di Terra Santa sono molto legati alla Terra d’Egitto. L’ordine dei frati minori nasce proprio sulle sponde del Nilo, quando il fondatore dei francescani, san Francesco d’Assisi, si recò in pellegrinaggio in Medio Oriente all’inizio del XIII secolo. Nonostante i grandi rischi, mosso dall’amore a Dio, volle incontrare il sultano Malek al-Kamil a Damietta, in Egitto. Tra i due nacque un dialogo che ha del miracoloso, nel bel mezzo delle Crociate.

Fu l’inizio della presenza dei francescani in Terra Santa, una storia gloriosa che continua ancora oggi.