Da alcuni anni Pro Terra Sancta collabora con la Custodia di Terra Santa e con lo Studium BiblicumFranciscanum all’allestimento del Terra Sancta Museum, il primo museo al mondo incentrato sulle radici del cristianesimo e sulla conservazione dei Luoghi Santi.
CONTESTO & OBIETTIVO
Il museo è incastonato nel cuore della Città Vecchia di Gerusalemme, storico crocevia di popoli e religioni;di questa multiculturalità vive anche il Terra Sancta Museum, che racconta la storia della presenza cristiana in Terra Santa tramite collezioni archeologiche e artistiche uniche al mondo. È articolato in tre sezioni: una multimediale – inaugurata a febbraio 2016 – una archeologica e una storica, per fare luce su diversi aspetti della storia dei cristiani di Terra Santa.I progetti legati al Terra Sancta Museum sono due e corrono paralleli da qualche anno:
Restauro e Ristrutturazione
Il primo progetto si è concentrato sull’allestimento e sull’apertura al pubblico delle nuove saleespositive. Nel corso del 2023 sono infatti state completate le sale dedicate a Betlemme, Nazareth, Dominus Flevit e Santo Sepolcro, grazie al lavoro di varie squadre di restauratori, allestitori eoperai. I lavori, coordinati dal progetto museale realizzato dall’architetto Tortelli, coinvolgono anche molte maestranze locali; questa scelta favorisce lo scambio di esperienze e idee all’interno del cantiere, e permette di conseguenza un accrescimento e una specializzazione delle competenze dei lavoratori coinvolti. Nel 2025 è stata consolidata la seconda fase del progetto: spazi ristrutturati e ufficio attivo a Musa Efendi, uno dei locali del Terra Sancta Museum dedicato alle attività educative e culturali.
La stessa anima d’incontro e fratellanza che lega il museo a Gerusalemme rende ora difficile affrontare questo momento nel quale i confini sono invalicabili, ma al contempo richiede un maggiore impegno nel continuare a progettare un luogo dove, cessata l’emergenza in corso, potremo tornare ad incontrarci.
Storie dal patrimonio: le attività di educazione e formazione
Il secondo progetto si sposta sul versante educazione: “L’Heritage Education Hub for Palestinian Youth”, avviato nel 2024 e finanziato dall’East Jerusalem Program della Commissione Europea si rivolge alla numerosa comunità palestinese che abita la zona est di Gerusalemme, in particolare ai suoi componenti più giovani. Per questa minoranza si impone con forza un problema identitario: il conflitto che perdura da molto tempo ha condotto i giovani palestinesi di Gerusalemme in un isolamento culturale dal quale è difficile uscire, e nel quale è difficile affermare la propria persona e propria storia. Heritage Education Hub for Palestinian Youth si sviluppa per valorizzare il patrimonio archeologico del Terra Sancta Museum allo scopo di creare uno spazio protetto per crescita culturale e identitaria dei giovani palestinesi.
Nel corso del 2025, il progetto è entrato in una nuova e importante fase: è stata avviata la collaborazione con il centro di ricerca CREA (Centro per l’educazione attraverso l’arte e la mediazione del patrimonio culturale sul territorio e nei musei) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che attraverso il Master in Servizi educativi per i musei e i patrimoni culturali: saperi, pratiche e innovazione forma gli educatori locali del team Hakayeth Turath (in italiano Storie dal patrimonio), un gruppo di dieci ragazzi tra i 20 e i 30 anni che si occupa di attività educative e di mediazione culturale per i fruitori del Museo, dai bambini agli adulti. Le attività coordinate hanno dato vita a una serie di esperienze che trasformano il patrimonio culturale in uno strumento vivo di identità e appartenenza.
Al TSM i partecipanti hanno riscoperto antiche tecniche artigianali; dalla lavorazione dell’argilla per le lampade ad olio all’incisione della pietra, grazie a laboratori pratici sviluppati con artigiani locali ancora custodi di queste tradizioni. Il dialogo con altri spazi culturali della città ha dato vita a collaborazioni con il Palestinian Museum e il Palestinian Heritage Museum, dove i ragazzi si sono cimentati in simulazioni di scavo archeologico e laboratori di cianotipia, catturando con la luce solare le tracce del loro patrimonio naturale. Tra le esperienze più innovative, l’Acted Tour ha portato tre giovani artisti a trasformare il museo in un palcoscenico, con una performance site-specific presentata all’Open Day del 12 luglio davanti a una comunità numerosa e partecipe. Il Secret Garden Tour ha invece reso ogni visitatore protagonista attivo: armati di una brochure con il profilo di un artefatto, i partecipanti lo cercano tra le sale, lo reinterpretano con il proprio sguardo e lo raccontano al gruppo.
Nel 2025 queste attività hanno raggiunto oltre 1480 persone, di cui 1294 bambini e ragazzi di Gerusalemme Est beneficiari delle attività socioeducative e sul patrimonio culturale, 187 tra adulti e genitori e 13 ragazzi/e e giovani professionisti del settore culturale e museale












