In Palestina e in Giordania, il patrimonio culturale diventa strumento di identità, coesione e futuro. Attraverso laboratori, tirocini, attività scolastiche e formazione professionale, raggiungiamo giovani e comunità che rischiano di perdere il legame con le proprie radici.
CONTESTO & OBIETTIVO
Betlemme e Hebron
Le tensioni sociali e la crisi economica e politica che affliggono la Palestina mettono a rischio il futuro dei giovani, che vivono il presente con frustrazione e privi di prospettive. Per rispondere a questa situazione, il progetto pluriennale, rivolto a circa 2.000 giovani delle aree di Betlemme e Hebron, rafforza l'identità personale attraverso percorsi formativi culturali che consolidano il rapporto dei giovani con la propria terra e le proprie origini.
Nel 2025, attraverso i programmi CEI, studenti e insegnanti sono stati coinvolti in percorsi di scoperta del patrimonio locale: lezioni in classe, visite sul campo e laboratori pratici, a Betlemme anche con workshop sul mosaico, per un totale di 322 studenti e 17 insegnanti raggiunti. In collaborazione con la Bethlehem University è stato realizzato un programma di formazione per Socio Cultural Animator: 13 studenti formati, 7 tirocini attivati presso istituzioni culturali dell'area.
Un ulteriore percorso su leadership, convivenza e bene comune ha coinvolto 15 studenti in 17 sessioni. Parallelamente, sono stati realizzati circa 50 eventi e workshop culturali - narrazione, artigianato, teatro, musica, cinema, cucina, visite museali, attività intergenerazionali - con una media di 20–25 partecipanti per sessione e fino a 50–80 partecipanti per gli eventi pubblici.
Giordania
In Giordania il lavoro sul patrimonio culturale si sviluppa su più livelli, intrecciando formazione, educazione scolastica e occupazione. Nel corso del 2025 tre tirocinanti, selezionate tra le laureate della Facoltà di Archeologia della Yarmouk University, hanno completato un percorso di quattro mesi al Jordan Museum su conservazione, restauro, archiviazione e strumenti educativi per le visite scolastiche.

Le attività di Heritage Education nelle scuole hanno raggiunto 1.285 studenti in 11 istituti, tra Madaba, Al Husun, Fuhais, Marka e altre sedi, in diversi momenti dell'anno scolastico. I risultati mostrano un miglioramento concreto: i ragazzi hanno acquisito familiarità con la terminologia del patrimonio culturale - dalla cronologia giordana all'UNESCO, dalla Decapolis ai siti del Patrimonio Mondiale - e hanno sviluppato una maggiore consapevolezza della propria identità nazionale. Uno degli obiettivi del programma era formare dei veri e propri "ambasciatori culturali", e i cambiamenti osservati nel modo in cui gli studenti si rapportano alla propria storia testimoniano che questo risultato è stato raggiunto.











