Insieme agli ultimi della Striscia

Palestina/Gaza

CONTESTO & OBIETTIVO

L’obiettivo del progetto di Associazione pro Terra Sancta è supportare la piccola minoranza cristiana della Striscia di Gaza. Il conflitto, l’altissima densità abitativa, la povertà, la disoccupazione, rendono la Striscia di Gaza una delle zone più difficili di tutto il Medio Oriente. I bambini sono quelli a soffrire di più: oltre alla fame, la violenza costante crea sempre maggiori problemi all’interno delle famiglie e per le strade. La parrocchia cattolica di Gaza è composta da circa 200 persone, un numero esiguo rispetto ai quasi 2 milioni di abitanti stipati in un territorio piccolissimo. A causa delle gravissime condizioni politiche, sociali ed economiche, è impossibile per tutti condurre una vita normale; ma oltre a ciò, i cristiani – circa 1300 persone – soffrono anche per la discriminazione. Tuttavia, la piccola comunità cattolica di Gaza non perde la speranza: chi la visita afferma che l’atmosfera che lì si respira è vivace ed accogliente.

Con il progetto Associazione pro Terra Sancta vuole supportare i religiosi che accolgono quotidianamente i cristiani più in difficoltà e aiutano le famiglie nel far fronte alle necessità più immediate come l’acquisto di medicinali, la copertura di spese impreviste, il supporto economico per permettere ai figli di frequentare le scuole. In particolare, vogliamo essere vicino ai religiosi nell’accoglienza di chi ha più bisogno: le persone con disabilità, che spesso vengono dimenticate nel disordine delle emergenze umanitarie.

ATTIVITA’

  • Sostegno alla popolazione locale attraverso l’acquisto di beni di prima necessità.

BENEFICIARI

  • Le comunità locali.

La storia di Hanna e Diana

Hanna e Diana sono sposati da dieci anni. Vivono a Gaza da quando sono nati e hanno una figlia di nome Claire. Hanna lavorava come autista e guidava per tutta la Striscia facendo consegne ai clienti ma nella guerra del 2009 il suo pulmino andò distrutto, così perse il lavoro. “E io, qualche mese dopo, mi sono ammalata di cancro”, racconta Diana: “Quando è iniziata questa guerra, temevamo il peggio. L’operazione Piombo fuso era ancora davanti ai nostri occhi”. Oltretutto Claire stava spesso con i nonni in quel periodo mentre i genitori erano fuori casa. Da allora è rimasta traumatizzata. “Faceva spesso la pipì a letto e quando sentiva un rumore o uno sparo cominciava subito a tremare”. Per questo, “quando abbiamo sentito le prime esplosioni siamo subito corsi a casa”. Claire li aspettava, agitata. Diana è corsa da lei e l’ha stretta al cuore. “Quei minuti non passavano mai”, racconta: “Noi restavamo lì, in camera da letto e sotto le coperte. Claire mi ha chiesto di dire un’Ave Maria insieme”. Quando i droni hanno smesso di sorvolare Gaza Claire ha detto a Diana: “Sai mamma, questo è stato il pericolo più bello di tutta la mia vita”. Probabilmente aveva la stessa paura di quattro anni fa. Ma con lei, adesso, c’era la madre, quella presenza che ti sostiene nella vita. E questo ha cambiato tutto. 

DONA PER I POVERI A GAZA

Puoi donare con BONIFICO BANCARIO accedendo direttamente al tuo conto corrente per dare il tuo sostegno a:
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Banca Popolare Etica
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