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Oltre il muro, sul campo da gioco: i ragazzi di Sebastia a Reggio Calabria

17 luglio 2026
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Oltre il muro, sul campo da gioco: i ragazzi di Sebastia a Reggio Calabria
Oltre il muro, sul campo da gioco: i ragazzi di Sebastia a Reggio Calabria

La situazione in a Sebastia e in Palestina

È lì che sorge Sebastia, un antico villaggio di poco più di tremila abitanti. In questo fazzoletto di terra, bambini e adolescenti crescono all’interno di una realtà segnata da una crisi progressiva che si trascina ormai da decenni. La presenza del muro di separazione, l'espansione degli insediamenti israeliani e le aspre restrizioni alla libertà di movimento frammentano la quotidianità, isolando intere comunità. Dallo scoppio della guerra a Gaza nel 2023, la situazione in Cisgiordania è drammaticamente peggiorata, tra incursioni costanti, detenzioni e checkpoint chiusi che rendono persino i piccoli spostamenti quotidiani un'impresa colma d'ansia e insicurezza. In questa cornice di isolamento, trovare spazi sicuri di socialità o avere l'opportunità di viaggiare all'estero è un privilegio inimmaginabile.

Molti dei dieci ragazzi palestinesi giunti in Italia non avevano mai potuto varcare i confini della propria terra prima d'ora. Alcuni non avevano mai visto il mare. Per loro, la scuola calcio di Sebastia non rappresenta una semplice attività ricreativa, ma un presidio educativo indispensabile: un luogo protetto e strutturato dove imparare a fare squadra, a contrastare la solitudine e, soprattutto, a continuare ad aprirsi al futuro con speranza.

Giovani Senza Confini: sul campo da gioco

Oggi, grazie all'iniziativa di mobilità internazionale promossa da Attendiamoci ODV ETS e Pro Terra Sancta — inserita all'interno della cornice "Estate Terra Santa 2026 – One Bridge, Three Stories" — questi ragazzi hanno potuto finalmente vivere un'esperienza nuova. Accompagnati da due educatori, i giovani atleti sono volati a Reggio Calabria per un soggiorno di due settimane destinato a rimanere impresso nelle loro vite.

L'accoglienza in riva allo Stretto si è rivelata da subito un abbraccio caloroso, volto a regalare ai ragazzi uno spazio di pura serenità, spensieratezza e libertà. Le giornate calabresi si stanno snodando attraverso un flusso continuo di attività sportive, momenti formativi e occasioni di crescita condivisa. Il mare ha offerto il primo, indimenticabile assaggio di leggerezza estiva: tra tuffi rigeneranti e partite improvvisate a beach soccer sulla sabbia, i giovani ospiti hanno potuto riscoprire la bellezza della loro età. Nel frattempo, la comunità locale si è stretta attorno a loro, facendo recapitare a ciascun partecipante un kit personalizzato completo di zaini, scarpe, divise da gioco, palloni, borracce e altri prodotti.

Sul campo da gioco, la preparazione si sta facendo intensa e appassionante. Sotto la preziosa guida tecnica di mister Roberto Breda, allenatore e ex giocatore italiano e con il supporto del professor Gianni Saffioti, storico preparatore atletico, i ragazzi si stanno misurando con allenamenti quotidiani focalizzati sul movimento, la cura del corpo e l'analisi tattica dei movimenti di gioco. Questa esperienza tecnica insegna loro che lo sport è innanzitutto disciplina, ascolto, responsabilità e fiducia reciproca.

A ispirarli in questo percorso sono arrivate anche figure di spicco del calcio professionistico: leggende ed ex giocatori della Reggina come Maurizio Cacozza, Simone Giacchetta, Antonino Barillà, Karim Laribi e Daniel Adejo hanno dialogato a lungo con i giovani calciatori, portando preziose testimonianze sul valore del sacrificio, dell'appartenenza e sull'importanza di sapersi rialzare dopo ogni sconfitta, dentro e fuori dal rettangolo verde.

Alla scoperta di Reggio: cultura, tradizione e cucina!

Giovani senza Confini è soprattutto un viaggio alla scoperta dell'altro e della cultura del territorio. I ragazzi hanno visitato i luoghi simbolo dello sport reggino, tra cui il PalaCalafiore, l’Oasi Club Village e lo storico Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”, accompagnati da storici dirigenti e autorità locali come Mimmo Praticò. Hanno inoltre camminato tra la storia ammirando la bellezza dei Bronzi di Riace al Museo Archeologico Nazionale, accolti calorosamente dal direttore Fabrizio Sudano.

La dimensione più intima dell'incontro si consuma però attorno alla tavola. I ragazzi di Sebastia hanno preso in mano i fornelli per cucinare i piatti tipici della propria terra d'origine. Questa cena si è trasformata in un momento di autentica condivisione, in cui sapori, storie di vita e tradizioni si sono fusi in un unico racconto, dimostrando ancora una volta che la conoscenza reciproca abbatte qualsiasi barriera culturale.

E mentre cresce l'emozione per l'attesissima "Partita del Cuore" contro una rappresentanza di giovani locali, una certezza è già stata scritta sul campo: il ponte di speranza e di pace costruito tra Sebastia e Reggio Calabria è ormai solido e indistruttibile.

 

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