In Siria sembra esserci spazio solo per la sopravvivenza o per il settore umanitario, un paradosso che spesso soffoca talenti e aspirazioni. Ma a Damasco, Madline ed Elias hanno sfidato questa logica.
A Damasco, Madline ed Elias Abozaid lavoravano entrambi per una ONG. In Siria, spesso, il settore umanitario è l’unico a garantire uno stipendio regolare e una prospettiva economicamente sostenibile. E’ un compromesso. Per molti significa mettere da parte studi, talenti, aspirazioni e imparare a vivere di ciò che è disponibile, non di ciò che si vorrebbe davvero. È un paradosso silenzioso: si aiuta qualcuno a ripartire, mentre il proprio futuro resta chiuso in un cassetto.
Per Madline ed Elias quel sogno aveva un nome chiaro: Sparkle Rose, un’attività dedicata alle decorazioni per eventi e matrimoni. Un’idea che potrebbe sembrare secondaria in un Paese attraversato da crisi e instabilità. Ma chi vive a Damasco sa che la normalità non è routine ma una conquista. Un bouquet consegnato in tempo, una sala allestita, una festa che si fa nonostante tutto. Segni reali di una società che prova a restare in piedi.

La svolta arriva quando scoprono WIP – Work In Progress, il programma sostenuto da Pro Terra Sancta che offre formazione, tutoraggio e un sostegno iniziale a chi vuole trasformare un’idea in un’impresa reale. Madline ed Elias decidono di provarci. Presentano Sparkle Rose, mettendo nero su bianco ciò che fino a quel momento era rimasto un sogno prudente, tenuto in vita solo nelle conversazioni di fine giornata.
Il progetto viene approvato nel 2022. E comincia la parte più decisiva: preventivi, fornitori, ricerca dei materiali, consegne, notti passate a preparare composizioni e allestimenti. Spesso in parallelo al lavoro in ONG, la prima commessa li mette alla prova più di quanto immaginassero: prezzi che cambiano in pochi giorni, reperibilità incerta, clienti che chiedono garanzie in un contesto dove nulla è garantito. Ma quando consegnano l’allestimento, vedono una sala trasformarsi e rimpirsi di gioia, capiscono che quel lavoro non è un capriccio: è un servizio. È il modo in cui una comunità si dice che la vita non è solo guerra o fame.
Con WIP imparano a costruire un piano, tenere traccia delle spese, dare un prezzo giusto, comunicare con i clienti, investire con attenzione. È anche qualcuno che accompagna e fa domande scomode (“regge questo modello?”, “cosa succede se un fornitore salta?”), aiutando a scegliere senza improvvisare. Lavorando fianco a fianco, la stima professionale si trasforma in amore. Madline ed Elias si sposano e diventano genitori. Non è una favola facile: è la storia di due persone che, mentre mettono in piedi un’impresa, ricuciono anche un orizzonte familiare. Chi li conosce li descrive con una frase semplice: “hanno smesso di sopravvivere e hanno ricominciato a scegliere”. Perché scegliere, in Siria, significa assumersi rischi con lucidità: pianificare, risparmiare, imparare a dire no, difendere la qualità anche quando tutto spinge a tagliare.
Oggi Sparkle Rose è cresciuta: produzione ampliata, lavoro più stabile, nuovi collaboratori assunti. A Damasco non è soltanto crescita economica: è responsabilità sociale. Ed è qui che si vede l’essenza di WIP: non solo creare lavoro, ma restituire libertà. La libertà – concreta, misurabile – di poter immaginare il proprio futuro e costruirlo, passo dopo passo, dentro la Siria di oggi.











