“Che il Signore aiuti il popolo siriano”. La lettera di fra Ibrahim da Aleppo

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Pubblichiamo la lettera di Quaresima di fra Ibrahim Alsabagh, parroco di Aleppo.

Carissimi,

l’appello del Papa domenica 15 febbraio all’Angelus ci ha dato tanta consolazione. Abbiamo sentito quanto il Papa è vicino, vive e soffre con noi qui ad Aleppo, ricordando al mondo la drammatica situazione che il popolo siriano vive da più di 9 anni.

Mentre sentivo il Papa parlare della bambina che è stata uccisa dal freddo pungente in questi giorni in Siria, non potevo non pensare ai centinaia, e forse migliaia, dei bambini e anziani che muoiono per la mancanza del  carburante, elettricità e servizi sanitari, e di cibo. Questo è accaduto e accade ancora oggi, non solo a Idlib, ma anche ad Aleppo e in diverse altre parti del nostro amato Paese. Durante questi difficili anni di guerra, abbiamo sempre cercato di offrire quanto possibile in diversi aiuti: alimentari, alloggi, cure sanitarie e psicologiche ma soprattutto, supporto spirituale per rafforzare la fede in Dio che non abbandona le sue creature. I passi nostri però, riguardo ai progetti di aiuto, a motivo della crisi libanese e non solo, si sono rallentati fino a quando non si sono fermati nel mese di gennaio di 2020. 

Nella città di Aleppo, il tempo di questo inverno molto duro sembra schierarsi contro di noi. Posso confermare quello che il Santo Padre ha detto riguardo al freddo. Infatti, nella seconda metà di gennaio, il freddo che è arrivato quest’anno è stato più duro dell’inverno degli anni passati, fino a quando l’abbiamo definito come “il mostro più atroce” che tortura la gente. Se si allea con la mancanza di elettricità, gas e gasolio, e con la mancanza di lavoro nella città ormai paralizzata economicamente, l’agonia della gente diventa terribile.

Così abbiamo distribuito subito alle famiglie povere una somma che gli ha permesso di acquistare 100 litri di carburante. Dopo meno di due settimane, osservando la continua sofferenza di tutte le famiglie che ormai sono diventate povere e non più autosufficienti, abbiamo distribuito un altro aiuto economico per provvedere al bisogno di riscaldarsi.

Nonostante tutti gli aiuti, sappiamo che il nostro intervento di soccorso non risolve il problema che ancora persiste riguardo al freddo terribile. Infatti, siamo consapevoli che ciò che offriamo è solo una goccia nel mare dei loro bisogni. “Che il Signore aiuti il povero”, usiamo dire nella nostra lingua araba, quando una sofferenza colpisce la gente. Nel nostro caso, ad Aleppo, dove tutta la gente soffre, l’ho ripetuto tanto in questi anni: “che il Signore sia di aiuto a tutto il popolo”.

Ringraziamo il Santo Padre per la sua tenerezza e la sua premura, mentre continuiamo il nostro combattimento contro il male del freddo, della fame, della mancanza di ogni fonte di energia.

La fede, la speranza e la carità ci riscaldano i cuori e la Provvidenza divina che muove i cuori di tanti dei nostri benefattori, di sicuro non ci abbandonerà. Infatti, se abbiamo potuto distribuire un aiuto economico per comprare 100 litri di gasolio a famiglia, e se abbiamo ripreso, anche se lentamente, gli aiuti di alimentari e di cura medica, e abbiamo ripreso gli aiuti ai bambini e ai grandi, tutto è grazie a tanti benefattori che ci accolgono e aprono il loro cuore all’ascolto del nostro grido.

All’inizio di quest’anno, pensavamo di poter sospendere tutti i progetti di emergenza a favore della gente, che non avrebbe avuto bisogno del nostro aiuto. Davanti alle necessità e le sofferenze che non sono mancate, ecco che ci siamo sentiti obbligati a continuare questi progetti, perché vediamo con i nostri occhi le enormi necessità e come la gente non riesca a vivere. Una marea di gente viene a bussare alla nostra porta della parrocchia, chiedendo umilmente qualsiasi tipo di aiuto. Fra di loro, ci sono tante vedove con dei bambini, tanti anziani senza nessun sostegno, e tante famiglie…

Il vostro aiuto durante questa Quaresima servirà proprio a questo scopo, a soccorre tutta questa povera gente.

Buona Quaresima